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Xcom : Enemy Unknown

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Steam

Un pomposo filmato d’apertura ci introduce al mondo di XCOM, in cui una sconosciuta razza aliena comincia a fare razzia di umani nei centri abitati del nostro pianeta. Un uomo in nero, che risulterà essere il nostro contatto con il consiglio delle nazioni, ci spiega che il progetto XCOM è la prima e l’unica linea di difesa della Terra, e il giocatore dovrà vestire niente meno che gli scomodi panni del comandante a capo di questa task force necessaria a salvare la razza umana.
Una peculiarità di questo nuovo XCOM, rispetto all’originale ed ai suoi poco riusciti epigoni, sta nel fatto che ad ogni importante progresso nella missione corrisponderà un’interessante cut-scene, in cui i tre ufficiali principali (il capo ingegnere, la dottoressa che guida il reparto scientifico ed il militare responsabile della sala controllo) si interrogheranno sul da farsi, facendo evolvere la trama di gioco in maniera interessante e originale. Il plot di XCOM non nasconde un velato alone di mistero in cui si riscoprono i canoni della fantascienza degli anni ’90. I membri della divisione speciale sono confusi e disorientati quanto il giocatore stesso, e cercano di rispondere alle domande che si pone anche l’utente: cosa vogliono gli alieni? Perché stanno rapendo gli umani e come si dovrebbe procedere per affrontare la minaccia extraterrestre?
La trama non vanta comunque una sceneggiatura troppo complessa e articolata, ma è capace di suscitare curiosità, se non sorpresa, accompagnando il giocatore sino ad un degno finale, che spiega in tutto e per tutto i veri motivi dell’invasione. Non aspettatevi quindi una narrazione profonda come nei grandi classici del genere: il tono è più simile ad un blockbuster movie in stile “Battleship”, comunque interessante per sottolineare il piglio epico del raccXonto.

Dal punto di vista del gameplay il titolo si basa su un riuscito connubio tra uno strategico a turni ed un gestionale; due generi non certo mainstream, per un’impostazione che potrebbe spaventare i neofiti, ancorché attratti dall’eccezionale qualità del prodotto. In verità non c’è davvero nulla da temere, perché un lungo ed esplicativo tutorial spiegherà approfonditamente le meccaniche e i comandi di gioco. Si comincerà con alcune missioni guidate, incentrate sulla parte strategica, dove imparare a guidare la squadra composta inizialmente da quattro soldati. In seguito saremo accompagnati a conoscere la parte gestionale all’interno della base sotterranea.
Il sistema di controllo è semplice ed intuitivo e, persino su PC, i fanatici del pad non avranno alcun problema a godere appieno il titolo con la loro periferica d’elezione. Resta però vero che l’interfaccia PC, che a detta degli sviluppatori è stata programmata da un team apposito, rappresenta un valore aggiunto almeno dal punto di vista affettivo: oltre ad una buona comodità nella navigazione dei menù, troviamo su schermo un sistema di icone che ricorda molto da vicino l’XCOM originale. Peccato per alcune implementazioni poco riuscite, legate soprattutto al lancio di granate o razzi: il puntamento del mouse, agli estremi del raggio d’azione degli esplosivi, tende ad “impazzire”, restando vincolato ad una linea virtuale che il lettore ottico non riesce a percepire, a differenza dell’analogico sul pad. Inoltre, nella parte gestionale, la tendenza dell’interfaccia a “scimmiottare” le console si fa sentire un po’ troppo per i nostri gusti; tuttavia in entrambi i casi si tratta di problematiche minori che non andranno ad intaccare in maniera significativa l’ottimo gameplay di questo titolo.

Alieni e strategia

La parte strategica a turni costituisce il cuore di XCOM, proprio come accadeva per il suo predecessore. Come abbiamo anticipato, le scelte di Fireaxis su questo fronte sono decisamente indovinate, e riescono ad aggiornare un’impostazione strategica che non corre mai il rischio di annoiare il giocatore, risultando dinamica e al passo coi tempi.

Nel corso di ogni turno ciascun soldato potrà compiere al massimo due azioni, cercando di rapportarsi come meglio possibile con l’ambiente circostante, e studiando meticolosamente il posizionamento dei nemici.

Sarà infatti quasi un obbligo cedere il turno con i propri soldati dietro alle coperture offerte dalla mappa di gioco e, qualora non si presentasse nessun bersaglio, sarebbe saggio metterli nella posizione “guardia”, in modo che aprano automaticamente il fuoco contro gli alieni in avvicinamento. Proprio come nel vecchio Enemy Unknown ogni colpo sparato avrà una percentuale di successo nell’andare a segno, in dipendenza da vari fattori: distanza, tipologia di arma e capacità del soldato. Questo vale anche per gli avversari, ed è per questo motivo che l’utilizzo delle coperture è fondamentale nell’impostare una strategia (a meno che, ovviamente, non si stia combattendo con alieni che prediligono assalti corpo a corpo). Quasi come in una partita a scacchi, è molto importante gestire al meglio la sequenza delle azioni di compiere. Far fuoco contro un alieno dovrà essere, ad esempio, l’ultima azione della sequenza: muoversi entro la linea che delimita il raggio di spostamento dei soldati costa un punto azione, e dopo ve ne resterà un altro per aprire il fuoco. Nel caso vi trovaste in una situazione d’emergenza, sappiate che sparare immediatamente costerà entrambi i punti a vostra disposizione, così come ricaricare l’arma: è bene quindi restare sempre con la mente “un turno avanti”. La similitudine in l’ambito scacchistico, a questo proposito, non è casuale: pensare a quello che succederà dopo i vostri movimenti è di fatto fondamentale, per contenere l’irruenza dei nemici ed evitare perdite.

Sebbene in apparenza il sistema a punti azione possa sembrare semplificato rispetto al capitolo originale, questo XCOM propone una buona profondità, garantita anche dal numero di statistiche. Ogni soldato deve tenere conto dei propri parametri di mira, difesa e volontà, e specialmente quest’ultima sarà decisiva per evitare che i vostri cedano al panico, scappino dal campo di battaglia o addirittura colpiscano i vostri alleati in un raptus di follia.

Gli uomini che riusciranno ad uscire vivi dalle missioni otterranno abilità che incrementeranno le loro capacità difensive ed offensive. Proprio questo sistema “ruolistico”, che regola la crescita e lo sviluppo delle unità, rappresenta il punto di forza di uno strategico molto sfaccettato. Quando uno dei soldati si guadagnerà la sua prima promozione da recluta a soldato, otterrà una specializzazionescelta randomicamente dal sistema. In tutto ve ne sono quattro: Assaltatore, Cecchino, Supporto e Soldato Pesante. L’Assaltatore è una classe destinata principalmente agli scontri ravvicinati; può ottenere abilità che lo difendano dai devastanti attacchi corpo a corpo di alcuni alieni oppure specializzarsi in skill che gli permettono di sparare anche dopo aver speso tutti i due punti azione in movimento: questo ne fa una classe molto dinamica.
Il Cecchino è una classe votata agli scontri sulla lunga distanza, capace di infliggere pesanti danni critici ed in grado di avvalersi di abilità come “visuale di squadra“, che gli permettono di estendere il proprio campo visivo a quello dei suoi compagni, in modo da poter mirare anche agli alieni che minacciano i commilitoni.
La classe Supporto è ovviamente pensata per dare manforte alla squadra: sarà capace di lanciare granate fumogene che occulteranno i propri compagni (decrementando la probabilità che vengano colpiti), oppure potrà utilizzare un singolo medikit più volte durante la stessa missione.
La classe Pesante è incentrata sui grossi calibri e potrà equipaggiare una grossa mitragliatrice ed un devastante lanciarazzi per spazzare via folti assembramenti di alieni.
Oltretutto, verso le fasi finali del gioco, in alcuni soldati potremmo scoprire abilità psioniche: una serie di skill votate agli attacchi mentali, che ci permetteranno di prendere il controllo della mente di un’unità nemica, oppure di instillare il panico negli avversari.
Proprio questo grande numero di specializzazioni e skill, accumulabili in gran numero, spingeranno il giocatore a tenere vivi il più a lungo possibile i soldati veterani della propria squadra. Una caratteristica che resta invariata in questo episodio di Enemy Unknow è proprio il fatto che la morte dei personaggi sia permanente, così da rendere molto più delicata la gestione della squadra sul campo di battaglia.
E se non vi basta un grado di difficoltà già abbastanza punitivo, gli sviluppatori, per la gioia dei veterani del vecchio capitolo, hanno inserito l’opzione di avviare una partita in modalità hardcore. Qui potrete tenere un unico salvataggio, senza la possibilità di ricaricare una partita precedente per rimediare ai vostri errori.