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WoW : Warlords of Draenor

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Battlenet

 

 

Warlords of Draenor è un’espansione importante per l’universo di Warcraft: non solo celebra il decimo anniversario di uno dei giochi MMO più popolari di sempre, ma su di essa gravano le forti aspettative di una community che resta fra le più imponenti nel campo dei MMORPG a pagamento. La trama che riporta i giocatori alle origini, su Draenor, il pianeta natale degli orchi e ultimo rifugio dei Draenei, prima della sua distruzione (le Outland della nostra linea temporale), nonché una meccanica inedita… la guarnigione, puntando così a celebrare il legame fra Warcraft e World of Warcraft.

Infatti, se Cataclysm era nato anche con l’intento di attirare nuova utenza, “rinnovando” le vesti ad Azeroth, mentre Pandaria strizzava l’occhio al pubblico orientale, Warlords of Draenor ha il non facile compito di titillare i fan storici di Warcraft (del resto giusto quest’anno sono passati 20 anni dalla pubblicazione di Warcraft: Orcs & Humans), richiamando a sé i vecchi giocatori. E per far questo, Blizzard ci riporta in un’era passata, scomodando figure iconiche dell’universo di Warcraft (Ner’zul, Grommash, Velen, Durotan, Garona), introducendo meccaniche vagamente da RTS (come la gestione delle risorse del Garrison), nonché offrendo la possibilità di sfruttare un personaggio già di livello 90 pronto per iniziare a giocare direttamente i nuovi contenuti, un vantaggio pensato proprio per coloro che volessero ritornare a giocare dopo anni o iniziare ora per la prima volta.

Se con Mists of Pandaria fu infatti il sistema di talenti a venir semplificato, ora i giocatori si sono visti riproporzionare numeri e statistiche oltre che “asciugare” gran parte delle loro abilità, sacrificate – come ribadito dagli sviluppatori dal palco dell’ultimo Blizzcon – per rendere i numeri più comprensibili e le classi più “divertenti”. Con questa espansione, infatti, si arriva al livello 100. E avere abilità che producono milioni di danni, iniziava a essere piuttosto ingombrante. Così, nel processo per eliminare abilità ridondanti e renderle uniche per le vari specializzazioni, alcune classi han perso abilità iconiche, e i grandi numeri son stati ridimensionati a valori più accettabili. In queste settimane, i giocatori hanno avuto modo così di familiarizzare con le nuove statistiche e i cambiamenti ad alcune meccaniche delle proprie classi, ma confrontandole su un contenuto, quello di Mists of Pandaria, per cui non sono state pensate. Il vero banco di prova infatti arriva adesso.

Ma la vera star di questa espansione, che tutti non vediamo l’ora di provare, è la Guarnigione: non un banale sistema di housing, ma un intero avamposto da costruire e gestire, la cui struttura è fortemente intrecciata con il gioco stesso.

Inutile sottolineare dunque come, dopo un anno senza contenuti e un’attesa montata ad arte da Blizzard, con la serie animata che così mirabilmente ci ha introdotto i “Warlords”, i fumetti che ci han mostrato come Garrosh abbia convinto il padre a rifiutare il “dono” di Mannoroth, il romanzo che fa da accordo fra gli eventi di Pandaria e Draenor, ci fosse grande fermento alla vigilia della pubblicazione della quinta espansione di World of Warcraft.

E quindi, esattamente come accadeva sette anni fa per il lancio di The Burning Crusade, rieccoci ammassati di fronte al medesimo portale, il quale, invece di condurci nelle Outland, stavolta ci farà viaggiare a ritroso nel tempo, guidati dall’arcimago Khadgar, attraverso una breve sessione introduttiva nella giungla di Tanaan (una sorta di tutorial per i nuovi giocatori che sfruttano il personaggio già di livello 90), e farà finalmente approdare i giocatori dell’Orda a Frostfire Ridge mentre l’Alleanza giungerà a Shadowmoon Valley.