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Syndicate

9.99 €

In Magazzino – 17 disponibili

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Steam

 

 

Nel 90% dei videogames si interpreta un eroe senza macchia e senza paura, impegnato di solito a salvare il mondo da qualche terribile minaccia con il potere dell’amicizia e dell’integrità morale o, semplicemente, a forza di mazzate poderose in testa ai nemici dell’umanità. Bello, ma non per tutti. Nascosto in un posticino piccolo piccolo nel cuore di alcuni giocatori, infatti, c’è il desiderio di abbandonare il ruolo del paladino e di passare al lato oscuro e di sfogarsi con un po’ di sano sadismo virtuale. EA e Starbreeze hanno dunque deciso di seguire questo malefico istinto primordiale dell’essere umano, creando un FPS con poco o nulla di eroico, in un mondo dark, cinico e brutale.

“Ambientato in un futuro oscuro e ultramoderno”– Il mondo di Syndicate è ancora quello che ricordiamo dal capolavoro Bullfrog: un futuro oscuro e ultramoderno, dove i poveri sono abbandonati a loro stessi e tutti gli altri vivono un’esistenza pacifica solo all’apparenza, mentre in realtà sono burattini delle megacorporazioni che controllano il pianeta. Voi questa volta non sarete un dirigente, bensì un agente di nome Miles Kilo, speciale prototipo in grado di utilizzare il rivoluzionario chip neurale Dart 6, che dovrebbe renderlo più abile di qualunque altro “impiegato” della concorrenza.  Nel primo Syndicate gli agenti non erano altro che strumenti dei loro datori di lavoro, semplici assassini senza personalità che seguivano gli ordini alla lettera senza protestare. Da questo punto di vista Kilo è piuttosto fedele all’antenato, è infatti il tipico “protagonista silente” praticamente privo di carattere. Durante la campagna però la sua storia personale viene svelata, acquista un pochino di umanità, e le sue disavventure si intrecciano con quelle di altri personaggi, tra cui il più importante è la dottoressa Lily Drawl, inventrice del Dart 6 e fulcro della storia.

“Vasto arsenale di armi a disposizione” – Syndicate brilla principalmente per la sua giocabilità. I ragazzi di Starbreeze ci sanno fare da questo punto di vista e hanno inserito nel loro ultimo nato svariate meccaniche interessanti, che aggiungono varietà alle sparatorie. Grazie al suo chip neurale Kilo può usare il Breaching, una forma di hacking mentale con cui può disattivare o attivare i macchinari e controllare gli avversari. Sulle macchine le azioni possibili si limitano alla capacità di disattivare scudi energetici, di riprogrammare torrette, e di aprire porte automatiche o muovere ascensori, tecniche usate più per risolvere enigmi che non nei combattimenti. Gli esseri umani sono invece più vulnerabili, e possono venir storditi, dominati, o addirittura fatti suicidare in modo esplosivo. Sono trucchetti atipici, che risultano molto utili in battaglia, si ricaricano a forza di uccisioni, e vengono appresi in specifiche missioni tutorial che spezzano un po’ l’azione.

Mitragliatori con proiettili a ricerca, lanciafiamme, minigun con proiettili infiniti, cannoni laser e altri simpatici strumenti di morte sono un vero piacere da usare.Ciò nonostante il gioco rimane paradossalmente più impegnativo della media. Gli antagonisti sono molto aggressivi, e vi capiterà spesso di morire perché improvvisamente circondati da gruppi di avversari, o per un colpo vagante proveniente chissà da dove.

“Divertente modalità multiplayer cooperativa”Il gioco dispone di un ampia e complessa modalità CO-OP;si può infatti scegliere uno tra quattro agenti, creare una coalizione (o entrare a far parte di un gruppo preesistente), selezionare l’equipaggiamento del proprio personaggio e potenziarne il processore in modo simile a quello visto nella campagna singleplayer. I compiti sono addirittura echi delle vecchie missioni del primo gioco, affrontabili in team da quattro. Durante la co-op il Breaching varia sostanzialmente e cresce nettamente il numero delle abilità. A seconda della scelta della classe potrete curare i compagni, potenziarne il danno, ricaricarne l’energia, difenderli con scudi energetici e fare svariate altre cosuccie. Bello, ma anche in questo caso il problema è la struttura delle missioni, che pur presentando obiettivi differenziati si limitano ancora a scontri di difficoltà crescente dove ci si trova a dover affrontare sottoboss di vario tipo. Curarsi è indispensabile per sopravvivere, ma con un po’ di coordinazione di squadra cavarsela è tutt’altro che impossibile.