Immagine 000

Splinter Cell Blacklist

8.32 €

In Magazzino – 8 disponibili

Nuovo Utente? Registrati
ss_85c0d3722e192840f32d1fe9c45661e767e10300.1920x1080ss_0d6c99493f438d97a95ccee373d5810f2d164497.1920x1080ss_798620d28ff7f72fe13941aab73a2d2fe060425d.1920x1080ss_365ef295ee5e94dc8c1fe349d9e0098fb55c5f76.1920x1080ss_897f538a2da98a30f86349ff11b10fe99f2539ba.1920x1080ss_777dbe16137e27ce7c6c4be80a22b6ecae952298.1920x1080ss_b85d9cae27471119f88a58ce6de1ae56ce8f4fba.1920x1080

Steam

 

 

 

Fammi vedere come giochi e ti dirò chi sei

Come già appurato nella nostra anteprima, il Paladin si riconferma una delle caratteristiche più innovative di Splinter Cell: Blacklist, tanto che il gioco non ha neanche un menu principale, ma è interamente gestito all’interno dell’aereo, una vera e propria area liberamente esplorabile e che dà accesso alle varie parti del gioco. In questa maniera i capitoli della campagna si mescolano con le missioni in co-op, il versus online e le sfide proposte dai server Ubisoft, il tutto senza soluzione di continuità. Il giocatore è quindi libero di scegliere come affrontare il gioco e beneficiare di ogni sua parte come un unico ecosistema. Ogni missione porta a incrementare la valuta interna che possiamo investire in gadget tecnologici sempre più sofisticati; il negozio interno è direttamente collegato alle impostazioni di briefing, lungo un’esperienza palesemente maturata in un’altra produzione Ubisoft, Ghost Recon: Future Soldier. Ma non solo, lo stesso Paladin può essere potenziato con i soldi guadagnati, offrendo una serie di vantaggi considerevoli nelle missioni che tornano particolarmente utili nei livelli più alti.

Una struttura molto stimolante e che rafforza le dichiarazioni rilasciate dalla Raymond in merito all’importanza delle modalità online. Nonostante questo aspetto, gli sviluppatori non hanno trascurato la campagna single player, tra le più lunghe, variegate e rigiocabili della serie, sulle dieci ore circa a seconda del livello di difficoltà e l’approccio utilizzato dal giocatore. L’altra novità è rappresentata dai tre profili di combattimento presi in esame dal sistema di valutazione: Ghost, Assault e Panther, dove il primo rappresenta il purista stealth, il secondo chi predilige lo scontro frontale e il terzo una via di mezzo. Il funzionamento di questo sistema è semplice quanto efficace: una volta conclusa la missione, sia online che non, il gioco assegna punteggi su ognuno dei tre profili e un adeguato compenso monetario. In questa maniera è possibile confrontare i propri risultati con quegli degli amici online, mentre sono presenti dei target di punteggio specifici che obbligano ad affrontare i livelli in modo da soddisfarne i requisiti.

L’idea è quella di stimolare la rigiocabilità degli scenari, una caratteristica già amplificata dalla presenza di strade e metodologie diverse per arrivare all’obiettivo. Nonostante un’esecuzione sostanzialmente già stabilita, gli scenari si aprono all’interpretazione personale e offrono vari spunti per interagire con l’intelligenza artificiale e i vari gadget messi a disposizione, liberamente selezionabili da una pratica ghiera richiamabile con la croce direzionale. L’ultima parola sulla linea da seguire spetta sempre al giocatore, a partire dalla scelta se uccidere o tramortire i nemici, mentre l’operazione di recupero delle caratteristiche del franchise contempla sia il ritrovato occultamento dei corpi che le esecuzioni multiple già viste in Conviction. La campagna esalta in ogni momento tali prerogative offrendo situazioni sempre diverse: in un livello palesemente ispirato alla saga di Hitman dobbiamo sfruttare un drone con controllo remoto attraverso un minigioco dedicato, mentre in una sezione ambientata a Philadelphia ci troviamo ad utilizzare la visuale in prima persona al posto della canonica terza. Questa singolare particolarità è un’introduzione a uno dei ritorni più sorprendenti della storia del franchise, la modalità competitiva Mercenari contro Spie della quale parleremo in seguito.