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SimCity

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Steam

 

 

Una cosa è certa, se la famosa regola della notorietà dice che “bene o male l’importante è parlarne” SimCity sotto questo aspetto ha pienamente raggiunto il suo scopo. Il nuovo city builder per eccellenza creato da Maxis (società fondata da Will Wright) dopo dieci anni di assoluto silenzio è tornato sulla bocca di tutti non solo per l’arrivo sul mercato del nuovo capitolo, ma sopratutto per una serie di problematiche causate dai server di gioco che in pieno stile Diablo III non hanno permesso ai giocatori di usufruire in maniera completa del titolo nei suoi primi giorni di vita.

Sorvolando, per il momento, sui problemi derivati da DRM e online game costante, cerchiamo di mettere a fuoco questo quinto capitolo ufficiale della serie che, come leggerete tra poco, punta ad un totale rinnovamento del brand non solo in termini di giocabilità ed estetica, ma modificando totalmente la stessa filosofia di base.

Torniamo a fare il sindaco!

Dieci anni sono lunghi, a livello commerciale una vera e propria era. Proprio per questo Maxis era consapevole che riportare in auge un gioco di questo tipo, richiedeva una sapiente elaborazione del prodotto di base, in grado di accontentare sia i fan più accaniti e core della serie, che le nuove leve di giocatori abituati ad interazioni videoludiche differenti e più immediate. Tutto questo ha portato ad un SimCity – ed è bene mettere subito in chiaro questo elemento – più semplice, snello ed intuitivo di quel Sim City 4 che con le sue innumerevoli variabili, viene ricordato come un gioco ostico ed estremamente impegnativo sotto più di un aspetto.

Intendiamoci, con le nostre affermazioni non vogliamo assolutamente affermare che SimCity sia un gioco facile o casual, ma semplicemente che le dinamiche con cui andremo a costruire la città hanno spostato il loro focus su altri elementi che giocoforza si discostano prepotentemente da quelli che abbiamo conosciuto sino ad oggi.

Finito il tutorial e presa in mano la nostra prima città all’interno di una delle tante regioni presenti sulla mappa (più tardi vi spiegheremo anche la loro utilità), ci troveremo davanti ad un’interfaccia che ci guiderà passo passo nella costruzione dei primi elementi fondamentali per la costruzione di un agglomerato cittadino confortevole e autosufficiente.

In questi primi minuti di gioco prenderemo confidenza anche con li Glassbox, nuovo motore grafico proprietario di Maxis che diventa vero e proprio protagonista della trasformazione di SimCity. Infatti, se sotto molti aspetti la giocabilità rimanda ad elementi classici della serie, è proprio grazie a questo motore che alcune delle caratteristiche base sono state cancellate e/o modificate.

La struttura di base verterà sempre sulla costruzione delle famose tre aree classiche: residenziale, commerciale ed industriale. Tutto quello che gli sta intorno è però stato modificato, a partire dalle strade che ora non sfrutteranno solamente il classico sistema a griglia, ma anche curve, paraboliche e rotonde che permettono una maggiore fantasia nella conformazione topografica della nostra città. In questo senso sono stati modificati anche i layer di gioco che si dimostrano all’atto pratico decisamente più intuitivi ed immediati con delle grafiche a schermo molto pulite e facili da leggere, tanto da rendere sempre meno utili i vari consiglieri, comunque presenti anche in questo capitolo.

Scordatevi anche tubature, cavi dell’elettricità e altri elementi simili. Tutto sarà gestito dalla superficie e basterà semplicemente posizionare l’infrastruttura sul terreno per farla funzionare. Questo perché tutte le risorse principali saranno gestite da terra, con l’unica variante strategica nel posizionamento corretto di quest’ultime su terreni non contaminati e ricchi di risorse primarie. Ovviamente, l’evoluzione passerà proprio dal miglioramento di questi servizi e di altri come polizia, pompieri, ospedali, stazioni degli autobus e tanto altro ancora, con lo scopo comune di far salire il valore del terreno, migliorare gli immobili già posizionati e di conseguenza aumentare la popolazione.

Questa caratteristica, però, si scontra con un ambiente di gioco che in quanto a suolo edificabile è tranquillamente paragonabile ad una mappa non troppo vasta del quarto episodio. In poche ore ci siamo trovati a riempire totalmente l’area di gioco, cercando di potenziare al massimo quanto già avevamo sulla mappa per far crescere ulteriormente il valore e la popolazione della città da noi fondata.

Tutto questo è stato fatto, ovvimaente, per spingere in maniera decisa il giocatore a fondare ulteriori città all’interno della stessa regione, stimolando a sua volta la cooperazione tra le due. Una delle caratteristiche più sbandierate da Maxis è, infatti, la profonda e complessa interazione che si instaura tra le città una volta che vengono fondate, ma sopratutto nel momento in cui altri giocatori entrano nella regione e fondano la loro città portandola avanti in maniera autonoma. Potremo stringere accordi commerciali, farci aiutare in caso di mancanza di mezzi di soccorso o più semplicemente creare nuovi posti di lavoro così che i sim delle altre città possano venire a lavorare nella nostra.