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Resident Evil 6

5.99 €

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Steam

Difficile trovare un titolo che più di questo Resident Evil 6 stia dividendo critica e pubblico tra entusiasti e critici. E del resto non potrebbe essere altrimenti, visto che quello che abbiamo tra le mani è l’ultimo capitolo di un vero e proprio pezzo di storia dei videogiochi. Una saga – targata Capcom – capace di vendere milioni di copie, il cui primo capitolo ha contribuito in maniera determinante al successo della prima Playstation e che nel corso degli anni ha saputo conquistare anche le sale cinematografiche con una lunga serie di film di successo. Ma, soprattutto, siamo di fronte al più grande successo di tutti i tempi di un genere, il survival horror, che proprio con i primi Resident Evil ha conquistato milioni di appassionati.

 

 

LA TRAMA
La prima particolarità di Resident Evil 6 è che il gioco non è composto da una sola campagna, ma da tre (più una). Quattro diverse storie, ognuna con personaggi e gameplay differenti, che si intrecciano l’una con l’altra per portarvi fino alla conclusione, con una serie di richiami e sfumatura che solo terminando tutte le compagne potrete gustarvi a fondo. Qualcosa di simile a quanto già Capcom aveva fatto per Resident Evil 2 ma con la differenza che, come già detto, questa volta anche il gameplay varia sensibilmente passando da un protagonista all’altro.
Nel breve antefatto il protagonista è Leon, impegnato a sfuggire con Helena da una città invasa di zombie dopo che per l’ennesima volta l’infezione è sfuggita al controllo scatenando una mostruosa epidemia. In pratica, si tratta di un veloce tutorial ricco di quick time event durante il quale prenderete dimestichezza con i comandi e i menù di gestione dell’inventario, al termine del quale dovrete affrontare la vostra prima scelta: da quale campagna iniziare? Le opzioni sono tre coppie: gli stessi Leon-Helena, Chris-Piers e Jake-Sherry. Non abbiate paura di sbagliare, qualunque sia la vostra scelta, non influirà in maniera sensibile sulla trama, anche perché solo quando le avrete completate tutte e tre – che in alcuni punti si incroceranno tra di loro – si sbloccherà la quarta campagna, quella di Ada Wong.
Probabilmente la maggior parte dei giocatori opterà per Leon-Helena, sia perché Leon è uno dei personaggi più amati della saga, sia perché in questo modo si continuerà esattamente da dove si interrompe l’introduzione. In questo caso, sappiate che per sopravvivere all’attacco della massa di nemici dovrete preparavi ad eliminare addirittura il presidente degli Stati Uniti, anche lui contagiato dal terribile morbo.
La campagna di Chris è ambientata in Cina e ci vede impegnati contro avversari più evoluti e pericolosi degli semplici zombie, i J’Avo, e mostra alcuni flashback che contribuiscono a far luce sul passato del protagonista e ad approfondire la sua caratterizzazione, dominata dal senso di colpo per non essere riuscito a riportare a casa tutti gli uomini che gli erano stati affidati in una precedente missione.
Si arriva poi a Jake e Sherry, che poi non sono altro che i figli di due dei personaggi più conosciuti dei precedenti Resident Evil, Wesker e Birkin. Nella loro campagna seguiremo la loro fuga, consapevoli che Jake nasconde in un gene ereditato dal padre il segreto dell’immunità al virus. In pratica, dal suo sangue si potrebbe ricavare un vaccino in grado di salvare il mondo.
E infine arriva il turno di Ada Wong, altra vecchia conoscenza dei fans della serie e protagonista di una storia che in pratica fa da “trait d’union” di tutte le altre, contribuendo a chiarire i punti oscuri e soprattutto a far luce sulla Neo Umbrella, la nuova organizzazione candidata a diventare il nemico numero uno anche nei prossimi, inevitabili, capitoli della saga.

 

IL GAMEPLAY
Come detto, ogni campagna è contraddistinta da un gameplay differente da quello delle altre. Una, quella di Leon, sarà più vicina alle origini della serie ma senza comunque arrivare a copiarne del tutto le caratteristiche. Scordatevi quindi le munizioni scarsissime, l’inventario ad incastro, gli enigmi più o meno assurdi e quella tensione in grado di farvi saltare sul divano all’apparire improvviso di qualche nuova aberrazione. La realtà è che Resident Evil 6 è sicuramente più action che horror, più sparatutto in terza persona che survival. Ed è proprio questo che ha scatenato le discussioni: meglio o peggio? Una domanda senza risposta, in quanto dipende dai gusti di chi si trova con il joypad in mano. E quindi non resta altro da fare che trattare Resident Evil 6 per quello che è: un gioco d’azione. Anzi, un bellissimo gioco d’azione.
Con Leon rivivremo comunque dei momenti per certi versi simili al passato della serie, con tempi più lenti e nemici meno numerosi ed aggressivi. Ma c’è anche la possibilità di utilizzare una sorta di navigatore che quando viene attivato indica la direzione da seguire, eliminando così le lunghe esplorazioni alla ricerca di oggetti necessari al proseguimento del gioco. Le munizioni pur senza essere ovunque, non mancheranno mai anche ogni tanto per risparmiare qualche colpo converrà affrontare gli zombie a mani nude o finirli con un bel pestone. Più rare restano le erbe curative, come al solito combinabili in modo da ottenere delle pillole.
Con Chris ci troveremo invece immersi in un vero e proprio sparatutto in terza persona. A fare da bersaglio saranno gli J’avo, avversari numerosi ed aggressivi da affrontare anche con mitra e fucili a pompa, e altri mostri di dimensioni enormi.
Si cambia ancora con Jake. Nella sua campagna potremo utilizzare mezzi a motore e impegnarci in momenti più da stealth che da action, cercando di evitare l’Ustanak (una creatura “imparentata” con il Nemesis di Resident Evil 3) e i suoi “insettoni”. Oltre alle armi qui si potranno usare in modo efficace i combattimenti corpo a corpo, con mosse ed attacchi speciali. Insomma, qui c’è la vera novità di questo titolo: non più survival come i primi capitoli e neanche sparatutto come gli ultimi.
Complessivamente quindi siamo di fronte a un titolo unico, con un mix di situazioni e di caratteristiche che magari non piaceranno a chi ricorda con nostalgia il primo Resident Evil ma che sicuramente garantisce divertimento. Impossibile infatti annoiarsi con questo continuo cambiamento di gameplay che quasi garantisce tre giochi in uno.

 

 

IL MULTIPLAYER
Ovviamente il modo migliore per godersi il gioco, visto che tutte le campagne sono affrontate da una coppia di personaggi, è con un amico, sia online che in split screen. In questo modo ci si potrà divertire ad elaborare le strategie migliori per sfruttare le caratteristiche di ogni personaggio nel corso dell’avventura. Il multiplayer contribuisce anche ad aumentare ancora una longevità già notevole, visto che la campagna vi impegnerà per una ventina di ore, senza contare che raccogliere tutti gli emblemi o affrontare il gioco ad un livello di difficoltà più elevato farà salire ancora una lunghezza che per un gioco di questo tipo è già così da primato.
Da non sottovalutare neanche le ultime due modalità. Con Caccia all’Uomo potrete entrare nelle partite degli altri giocatori impersonando uno zombie, mentre Mercenari è simile all’ormai classica Orda.

 

IL COMPARTO TECNICO
Graficamente Resident Evil 6 è un gioco dalle due facce. Da un lato abbiamo i personaggi, dall’altro le ambientazioni. Per quanto riguarda i primi, Capcom ha fatto un buonissimo lavoro. I protagonisti sono tutti ben realizzati, soprattutto Leon: i visi sono espressivi, le animazioni fluide. Non altrettanto si può dire per il resto, con ambientazioni contraddistinte da qualche sgranatura di troppo. Un vero peccato…
Nulla da dire invece sul comparto audio. Le musiche sono efficaci e piacevoli, così come gli effetti sonori. Da segnalare anche che il gioco è ben doppiato in italiano.