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Pro Evolution Soccer 2015

16.99 €

Esaurito

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Steam

 

 

Grafica roboante

Partiamo dall’aspetto grafico del titolo, mosso anche per questa edizione dal Fox Engine, libero di esprimere finalmente tutto il suo potenziale: il risultato è generalmente ottimo, con i giocatori più famosi riprodotti in maniera fedele in ogni più piccolo dettaglio mentre discorso diverso per i giocatori di seconda fascia, con volti predefiniti e spesso difficilmente riconoscibili. L’utilizzo del Player ID, che permette di    riprodurre i movimenti reali dei giocatori, dalla caratteristica corsa di Ronaldo al dribbling di Robben, è stato esteso a molti più giocatori per garantire una maggiore fedeltà del titolo. Notevole anche la resa del manto erboso, in particolare durante le partite sotto la pioggia, con il campo che influenza direttamente la traiettoria del pallone, con il serio rischio di vedere la palla schizzare via dopo un lancio troppo lungo.

 

 

Grandi miglioramenti

Punto forte della produzione resta però il gameplay, decisamente migliorato rispetto alle scorse edizioni . Ora sarà quindi più facile cambiare direzione durante la corsa per tagliare fuori un difensore o saltare più uomini con un giocatore come Messi, praticamente infermabile nello stretto. Ottimi i tiri, in grado di trasmettere perfettamente la sensazione di potenza sulle conclusioni dalla distanza. Grosso merito è sicuramente della fisica della palla, con la giusta pesantezza che impedisce di vedere continuamente conclusioni all’incrocio dei pali. Segnare dalla distanza non è però impossibile e, proprio come avviene nella realtà, i giocatori più forti sono in grado di tirare fuori dal cilindro quel tiro che si infila dove il portiere non può arrivare. Buone anche le conclusioni a giro, ottime per superare il portiere nell’uno contro uno e mai troppo efficaci da grandi distanze. Un consiglio che ci sentiamo di darvi è l’utilizzo di attaccanti bravi a finalizzare in area visto che, a volte, capita di sbagliare tiri apparentemente semplici, con il giocatore che, magari a causa dello scarso equilibrio, spara il pallone alle stelle vanificando una buona azione. Rispetto alla demo ci è parso cambiato anche il comportamento della reti di porta, ora più morbide anche se ancora troppo rigide su qualche tiro. Ben realizzati anche i passaggi, con i giocatori più tecnici come Pirlo in grado di eseguire lanci millimetrici per i compagni, e il dribbling, che permette sì di saltare uno o due avversari, ma mai di arrivare direttamente in porta partendo da centrocampo saltando tutti i difensori. Buoni, infine, anche i colpi di testa, mai troppo efficaci a causa dei cross non sempre precisi ma capaci di essere sfruttati dagli specialisti nel gioco aereo, in grado di svettare sui corner per impegnare seriamente i portieri. Estremi difensori che ci sono parsi generalmente sicuri, bravi sia nelle uscite alte che in quelle basse per neutralizzare le minacce avversarie.

 

 

Le due modalità più corpose sono però Diventa un Mito e l’intramontabile Campionato Master. Nella prima dovremo scegliere se prendere il comando di un giocatore reale o di crearne uno da zero, partendo da una squadra di bassa classifica per arrivare ai vertici del calcio mondiale. L’editor del gioco si rivela, come da tradizione per la serie, molto profondo, con la possibilità di intervenire su un grandissimo numero di parametri diversi, dalla dimensione della testa alla grandezza delle cosce. Anche per il ruolo del nostro alter ego virtuale avremo grande possibilità di scelta, con tantissimi ruoli diversi che influenzeranno le nostre statistiche di base, migliorabili in seguito durante la nostra carriera. La progressione del giocatore ci è parsa moderatamente lenta, senza il rischio di ritrovarsi con giocatori incredibilmente forti dopo pochissime partite. Avremo a disposizione solo un numero limitato di punti di sviluppo per indirizzare la crescita del nostro calciatore, obbligandoci di fatto a scegliere un percorso preciso per il nostro giocatore, migliorando – ad esempio – la sua categoria Tiro a scapito della Difesa, o viceversa. Qualche problemino lo abbiamo riscontrato in campo, dove la CPU si lascia spesso andare ad un possesso di palla sterile, con il nostro giocatore impossibilitato a chiamare il pallone e costretto a rimanere spettatore per lunghi tratti della partita. Modalità principe rimane però la Master League che ci vedrà impegnati nei panni di allenatore/manager per costruire la nostra squadra dei sogni partendo o da una base reale o da un team pieno di giocatori inventati, degni eredi dei vari Castolo e Minanda impressi nei ricordi degli appassionati. Attraverso il mercato dovremo aggiungere piano piano nuovi calciatori, tenendo sempre sotto controllo le finanze della squadra per non arrivare in rosso al momento di pagare gli stipendi ai calciatori. Qualche dubbio sui trasferimenti, con la possibilità di ingaggiare giocatori trasferitisi in nuove squadre nell’ultima sessione di calciomercato come Menez o Pellè. La modalità non trasmette però una sensazione di controllo completo sul club, con un mancato dialogo diretto con i giocatori e il presidente, senza la possibilità di intervenire direttamente nella gestione di contorno del club come i prezzi dei biglietti per le partite, il miglioramento del proprio stadio e le trattative con gli sponsor.