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Omerta

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Steam

Ahh, l’affascinante era del proibizionismo, tra swing per le strade e casse di whisky illegale nascoste nel comò: qui ci trasporta il gioco Omerta: City of Gangsters, che tenta il singolare ed originalissimo trinomio malavita organizzata / strategia a turni / gestionale, con risultato apprezzabile.

 

Il gioco presenta diverse modalità, ma direi di cominciare dalla classica campagna in singolo. Come prima cosa dovremo modellare il nostro personaggio rispondendo ad una serie di domande, in grado di aumentare o diminuire particolari parametri come forza fisica, coraggio, intelligenza e via dicendo.

 Veniamo catapultati in una piccola mappa isometrica, dove ogni edificio nasconde un qualcosa di potenzialmente utile: non tutto è però immediatamente visualizzabile, e dovremo farcela bene con un informatore

Potremo dunque compiere le prime azioni, ovvero rapinare un po’ di birra e venderla al mercato nero, osservando le nostre entrate mediante due indicatori, uno per il denaro sporco, proveniente da rapine, traffici illeciti e porcherie varie, e l’altro per il denaro riciclato, quello che giunge da attività ai limiti dell’onesto.

Alcuni tizi di male affare ci chiederanno con il tempo di venire reclutati nella nostra grande “famiglia”, per diventare nostri degni alleati da mandare per le strade a compiere missioni di vario tipo, portandoci così a guadagni ancora più alti. La rosa delle azioni da compiere è molto grande:

-potremo derubare un edificio, causando un maggiore controllo da parte della polizia oppure affittarlo ed aprirci una attività per creare birra, liquore, armi o denaro sporco;

-andare da un vip locale ed ingraziarcelo a suon di regali oppure tradirlo facendolo cadere in una truffa;

-corrompere le forze dell’ordine, rubare loro le armi o chiedere un “favorino” quando è necessario chiudere un occhio.

Spesso basta un calcio piazzato alle ginocchia per azzoppare l’avversario, mentre le armi danno altri simpatici effetti di status (ai quali saranno soggetti anche i membri della nostra banda) come l’emorragia, che fa perdere un certo tot di vita ad ogni turno, traumi cranici, che abbassano i punti azione, gambe rotte che fanno ugual discorso con quelli movimento, etc etc, sino al panico ed a momenti di furia in cui ci metteremo a sparare come degli ossessi. Questi momenti nel gioco o capiteranno a caso, oppure potremo incontrarli facendo missioni a pagamento per dei boss locali, o anche nell’organizzare una task force per liberare di prigione un nostro compagno, furbescamente incarcerato dalla polizia cittadina lasciandogli ogni singola arma da fuoco in suo possesso. See. Noob cops.

Tornando seri, questi frammenti di gioco sono davvero divertenti, e portano a riflettere non solo sulle nostre mosse, ma anche su quelle che potrà fare il nemico nei turni seguenti: purtroppo anche qui però manca un qualche cosa, e mi riferisco al sistema di mira. Non c’è nulla che ci dica chiaramente quando siamo o meno nel raggio d’attacco di un avversario, e questa mancanza spesso risulta davvero letale: magari ci troviamo a guardare un gangster rivale da una stessa finestra, noi non riusciamo a raggiungere lui fuori, ci illudiamo di essere a distanza di sicurezza, per poi pigliarci un proiettile nel cappello proprio da costui.

Il multiplayer, che si basa sugli scontri scacchistici del paragrafo sopra, si sviluppa su un buon numero di  mappe divise tra cooperative e sfide squadra vs squadra. Per quest’ultima parte ad ogni fine partita, che si sia vinto o perso, si guadagnerà un certo tot di dollari, che oltre a darci una posizione in classifica, ci permetterà di comprare upgrade per i nostri baldi tizi… e indovinate un po’ cosa affianca questo sistema ? Una bella gestione a caso delle partite, che non permettendoci di scegliere la difficoltà dei nostri avversari online, ci porterà inevitabilmente a scontrarci spesso con gente armata come un commando in vestito gessato, mentre noi saremo lì a tirare bulloni con l’elastico delle mutande.

Se vogliamo poi concludere parlando di grafica, alcuni effetti sono molto ben realizzati come il passaggio giorno – notte o la pioggia, ma i modelli dei palazzi sono simili od uguali tra loro. Discorso poi a parte per le animazioni degli omini: possibile che il concetto di rave party negli anni ’40 fosse quello di mandare uno a tirare calci nell’aria davanti ad una villa di ricconi, portando uno stuolo di persone a seguirlo ed incitarlo ? Bene, è quello che succede tutte le volte che vorremo organizzare un festino. Il gruppo di personaggi assoldati, con le varie schede a questi collegate, sono rappresentati da fotografie in finto stile d’epoca, notevoli ed azzeccate. Il doppiaggio è davvero ben eseguito, con voci caratterizzate e che “suonano” in stile gangster ed in perfetta localizzazione italiana; le musiche sono le tipiche swingate di quegli anni.