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Nascar 2014

13.99 €

Esaurito

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Steam

 

 

Anno nuovo, gioco vecchio. In sintesi, Nascar ’14 è proprio questo. Forti di un bagaglio tecnico e contenutistico costato anni ed anni di lavoro, il team di Eutechnyx è ormai specializzato in titoli Nascar; un bene, questo, considerata l’assenza di un valido esponente da anni ed anni. Così, da pochi giorni è stato rilasciato ufficialmente quello che potremo definire un “gioco vecchio”, perché diretta evoluzione di quel Nascar The Game: 2013 che recensimmo l’estate scorsa. Diretta evoluzione, sì, ma di quelle davvero microscopiche. Eccezion fatta per i menu di gioco rivisti, qualche miglioramento grafico, sul matchmaking online e dell’inserimento di una nuova modalità, il videogioco di cui ci apprestiamo a parlare è identico e spiccicato al suo predecessore. La mossa, di carattere puramente commerciale, è stata dettata da Deep Silver, volenterosa di portare in Europa questo sport su console, nello specifico su PlayStation 3 e Xbox 360. Superato così l’impatto per i nuovi menu, più belli ed ispirati di quelli passati, ci troveremo difronte allo stesso titolo di sempre che dona il massimo divertimento nella sempre solida modalità carriera strutturata in stagioni da 38 eventi, longeva, rigiocabile, dura ed eccitante, soprattutto se siete tra quelli che decideranno di accompagnare ad essa l’assenza completa di aiuti ed un buon volante. Il sistema di guida è il fulcro attorno a cui ruota tutto, come in passato: gestibile ed appagante con un volante, tanto quanto con un classico gamepad, ed adatto a tutti: dai novizi che non ne vogliono sapere di togliere gli aiuti sulla trazione, in frenata o sulla direzionalità della propria stock car, a chi invece si fa beffe di queste features e non ne sente il bisogno. Sarà dura arrivare in fondo, tagliare il traguardo per primi, in particolar modo se deciderete di settare la lunghezza degli eventi in modo tale da compiere il 30-50% dei giri reali previsti in quella competizione: questo si tradurrà in corse di almeno trenta/quaranta minuti, girando sull’ovale ai trecento chilometri orari costanti per una cinquantina di giri. E poi i danni meccanici, potreste forare dopo un contatto, o avere noie al motore piuttosto che al cambio in fase di ripartenza; o, stanchi delle tornate, sbagliare i tempi di rientro o di uscita ai pit stop, beccandovi una penalità. Ad andare bene.

L’ecosistema di gioco è rimasto quindi lo stesso di sempre: situazioni emozionanti e corse pericolosissime contornate da auto che sfrecciano a più non posso, effetti particellari e guasti meccanici, pneumatici che dopo ogni giro perdono grip facendo calare le prestazioni su giro consentendo alla vettura di “scodare” in caso di sorpassi estremi sulle rialzate. Per limitare al massimo questi problemi andranno fatte le opportune modifiche al setting della propria vettura, grazie alle prove di gara, gestendo decine e decine di parametri che sarebbe meglio non toccare se non si è mai stati bravi collaudatori, più o meno virtuali. Per limitare al massimo il consumo delle gomme, così come per mantenere quanto più costante la propria velocità, c’è bisogno anche si adottare uno stile di guida pulito e veloce: la percorrenza della giusta traiettoria, soprattutto in ingresso di curva, è indispensabile, ma è quasi impossibile sfruttarla fin da subito per la presenza massiva di auto tutt’intorno. Massima attenzione quindi alle manovre da compiere, che potrebbero arrecare danno alla nostra autovettura ed ai concorrenti, costringendoci ai pit stop per problemi di sorta o facendoci perdere posizioni e velocità. In ogni caso, ad ogni incidente grave la corsa sarà interrotta e si ripartirà, come avviene nella vera Nascar. Questo spezza il ritmo e rende il tutto più realistico, ma è altrettanto innegabile che in altre circostanze vi troverete tagliati fuori soltanto perché un folle dietro di voi ha deciso di lanciarsi sul vostro paraurti, anziché usare il freno. L’IA è quindi aggressiva, spesso il giusto, in alcuni altri casi troppo, e a parte qualche incertezza in alcune circostanze si comporta egregiamente, considerate le tante variabili presenti in gioco. A tal proposito, i continui consigli via box (ovviamente in lingua inglese) potrebbero fornirvi supporto necessario per capire meglio quante auto sono al vostro interno, o all’esterno, e quanti siano i secondi che vi separano dalla testa della gara o dai vostri inseguitori, anche se l’interfaccia di gioco ci concede più d’una di queste informazioni. Attenzione però, perché per essere più veloci e per guidare un bolide il più affidabile possibile il sistema di upgrade si renderà necessario: grazie ai piazzamenti ottenuti in gara otterremo un determinato numero di crediti dagli sponsor, che potremmo spendere in ricerca e sviluppo, miglioramenti al motore, all’aerodinamica, alla trasmissione, allo chassis e così via; si tratta di quello che a tutti gli effetti è lo stesso ed identico sistema di upgrade visto in Nascar The Games: 2013.