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Mirror’s Edge Catalyst

8.32 €

In Magazzino – 10 disponibili

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Steam

Trattandosi di un reboot, non è necessario aver giocato il titolo del 2008 né conoscerne la storia. Faith Connors è appena uscita dal riformatorio e ha ripreso la sua attività da runner, corriera e ladra di informazioni, lassù tra i canyon di vetro e acciaio dei grattacieli di Glass, solita città distopica del domani controllata col pugno di ferro dall’altrettanto consueta corporation malvagia. Questa la premessa e, in buona sostanza, anche tutto lo sviluppo, perché la trama non è decisamente uno dei punti di forza di Mirror’s Edge Catalyst. E pazienza. Quello che conta è che Faith, calzate nuovamente le sue scarpette rosse, sappia farti divertire quando salta da un tetto all’altro, scivola sotto una tubatura o rimbalza tra le impalcature a centinaia di metri d’altezza, con un’agilità da gatta e uno stile che i protagonisti dei vari Assassin’s Creed se lo sognano.

1 mirrors edge catalyst

Da principio non è facile, se si è giocato il primo Mirror’s Edge, abituarsi all’approccio di Catalyst. Lì si aveva un’esperienza di tipo cinematografico, un percorso fisso da seguire nel miglior modo possibile, provando e riprovando in caso di errore. Qui si può andare in qualsiasi direzione e, volendo, anche fregarsene della missione principale per inseguire i collezionabili, i compiti secondari o semplicemente godersi minuti e minuti di sgambata da una parte all’altra della mappa. Detto questo, Catalyst fa di tutto perché il giocatore resti concentrato sulle missioni principali, per poi eventualmente occuparsi del resto una volta finita la storia. Bastano in media tra le otto e le dieci ore di gioco per arrivare ai titoli di coda.

2 mirrors edge catalyst

Nella tua corsa sui tetti, dicevamo, potrai scegliere in teoria il percorso che vuoi per arrivare da un punto A a un punto B, anche se alla fine, per non perdere tempo e soprattutto per non interrompere la corsa ogni trenta secondi, si tende a seguire la “rotta” consigliata dalla “prospettiva del runner”, una visuale che evidenzia in rosso gli elementi da sfruttare (parapetti da cui saltare, pali da scalare, etc) e che con un effetto scia indica la direzione da seguire. In determinate missioni, all’interno di strutture in cui Faith deve rubare dei dati o disattivare dei computer, la prospettiva viene disattivata di default, lasciandoti il compito di trovare da solo la via d’uscita. Fintanto che si resta focalizzati sulle missioni principali, Mirror’s Edge Catalyst riesce a fare quanto promesso, a regalare quel tipo di esperienza adrenalinica che i fan dell’originale si aspettavano. Il problema di quelle secondarie è, al contrario, che si limitano a corse cronometrate o al portare degli oggetti da un punto a un altro, spezzando il ritmo, rallentando l’azione. E non sono purtroppo le sole a farlo.

 

 

Se infatti le missioni secondarie si possono, come detto, relegare a un altro momento o saltare del tutto, le zuffe con gli sgherri della KrugerSec tocca sorbirseli in continuazione e sono piacevoli quanto spruzzarsi del limone negli occhi. Il sistema di combattimento è sostanzialmente molto semplice (un tasto per i calci, uno per i pugni) e per avere la meglio su ogni nemico bisogna alternare i tipi di attacchi e cercare di portarli in movimento: con un salto, una scivolata, rimbalzando su un muro. Il che funziona quando Faith si trova davanti un tizio mentre sta correndo e lo stende senza fermarsi, ma molto, molto meno quando il gioco ti piazza in un punto, ti circonda di nemici e ti chiede di riempirli tutti di ceffoni. Perché questi poliziotti privati del futuro avranno pure delle tutine fighe, ma sono dei totali idioti. Restano lì a prenderle, si fanno avanti timorosamente uno alla volta, inciampano uno nell’altro se li spingi nella direzione giusta, con la vitalità e la prontezza di spirito e riflessi di un crash test dummy. Ogni tanto ne salta fuori uno più forte degli altri e il gioco te lo propone in una sorta di boss fight, ma poco dopo lo ritrovi retrocesso a sgherro comune insieme a un drappello di suoi simili. Zuffe che ammazzano il ritmo, che è lo spirito guida, l’Armadillo di ZeroCalcare di Mirror’s Edge: finché si corre va tutto bene, ma se mi fai fermare e mi piazzi in un contesto diverso, il giocattolo mostra una corda doppia così.

4 mirrors edge catalyst

Va anche detto che il brivido della corsa infinita, dopo qualche ora di gioco, passando e ripassando negli stessi punti, saltando sugli stessi cornicioni o passando in mezzo alla stessa elegante fontana da terrazzo, viene un po’ smorzato dal già visto. Ci sarebbero i teletrasporti, dei punti sicuri che Faith può usare per spostarsi rapidamente da un punto all’altro della mappa, ma anche quelli cozzano con lo spirito di fondo, in un gioco basato sul parkour. Faith dispone per la cronaca anche di due nuove abilità, un rampino (Corda Mag) che le permette di spenzolare come Spider-Man e un impulso elettrico per disattivare le ventole dei condotti d’areazione, e che molte abilità vanno sbloccate progressivamente spendendo i punti esperienza ottenuti. Il che comprende bizzarramente anche alcune mosse chiave come la rotolata per attutire una caduta o la rotazione a 180° in salto per aggrapparsi a una sporgenza alle proprie spalle.

Mirror's Edge Catalyst Faith

Otto anni fa, Mirror’s Edge sorprese tutti con una grafica personalissima e super stilosa. Colori supersaturi, uniti a un bianco abbagliante. Mirror’s Edge Catalystriprende evidentemente lo stesso stile, mettendoci anche del suo. E se ritrovarsi a fissare il cielo di un azzurro impossibile è un’esperienza piacevole oggi quanto lo era nel 2008, i colori della notte sono qui elettrici come il viola al neon o il blu violento di alcuni interni. In linea generale, il motore grafico Frostbite riesce a star dietro ai 60 fps al secondo del gioco, con qualche sporadico rallentamento e qualche magagna grafica, come un cartellone o un altro elemento dello scenario i cui dettagli vengono caricati mentre sei a due metri di distanza. Il multiplayer, infine, in Mirror’s Edge Catalyst è di tipo asimmetrico, nel senso che le uniche possibilità di interazione con gli altri giocatori sono le sfide cronometrate, con tanto di tabella dei tempi, e la possibilità di creare dei percorsi in cui la community possa mettersi alla prova, dimostrando le sue doti… o spiaccicandosi al suolo nel tentativo di farlo.