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LIMBO

5.99 €

In Magazzino – 10 disponibili

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Steam

 

 

Un capolavoro in bianco e nero

Limbo è un titolo sui generis, difficilmente collocabile in qualche categoria predefinita. Non appena scaricato il gioco faremo la conoscenza del protagonista che dovremo impersonare per tutta l’avventura: un giovane ragazzo con due occhi bianchi. L’intera ambientazione è in bianco e nero, con sfumature di grigio che renderanno il paesaggio, il misterioso Limbo appunto, ricco e vario come forse non mai. Non ci saranno tutorial, introduzioni o preamboli e l’unico modo per capire il gameplay e i comandi sarà giocare. Per muovere il ragazzo basterà fare pressione con un dito sullo schermo e spostarlo poi verso destra o verso sinistra: a seconda dell’intensità della pressione, il protagonista si muoverà più o meno rapidamente. La gamma dei comandi si conclude con la possibilità di saltare gli ostacoli (basterà far scorrere il dito verso l’alto) e con quella di interagire con gli oggetti: per farlo occorrerà tenere premuto il dito una volta raggiunto l’oggetto, e il ragazzo lo afferrerà, starà a noi poi decidere dove spostarlo. Apprese queste semplici basi, verremo immediatamente catapultati nell’avventura, che ci vedrà aiutare il giovane ragazzo nella ricerca della sorella, smarrita nel Limbo.

L’intera vicenda non presenta divisioni o pause di alcun tipo, ma si propone come una storia continua e lineare. Lungo l’avventura la tipologia e la difficoltà degli ostacoli che si presentano lungo il cammino aumentano gradualmente sempre di più: questi andranno dai primi facili burroni da superare con un semplice salto ai più sofisticati meccanismi gravitazionali degli ultimi stage. Nonostante la linearità della storia e l’apparente semplicità del gioco, è impossibile terminare il tutto senza morire un discreto numero di volte. Il protagonista andrà incontro a diverse cruenti e terribili morti, che costringeranno il giocatore a studiare con maggior attenzione il terreno e gli enigmi cercando la soluzione.

Un mondo chiamato Limbo
Trovare dei difetti in un titolo come Limbo è veramente difficile. La grafica è realizzata in modo impeccabile, con la giusta combinazione tra colori, animazioni e sfondi paesaggistici. Anche la musica non è stata trascurata, con effetti sonori che ben si adattano alle ambientazioni e alle varie componenti della storia. Limbo si rivela ricco non solo di elementi “inanimati”, come ruote meccaniche o marchingegni di diverso tipo, ma anche di tracce di vita, passata e futura che porteranno il giocatore ad un coinvolgeimento maggiore rispetto alla maggioranza dei giochi. Il livello di difficoltà del titolo non è certamente basso, con una curva tendente verso l’alto con il proseguire dell’esperienza, che ci costringerà a ripetere uno stage, soprattutto verso la fine, un discreto numero di volte. Ogni volta che moriremo nell’affrontare un ostacolo ripartiremo poco più indietro, senza dover ripetere quanto già affrontato.

Il titolo è arricchito da ulteriori dettagli che ne impreziosiscono il gameplay: tra questi citiamo i frutti in grado di prendere il controllo del protagonista rendendolo di fatto uno zombi capace solo di saltare e correre, oppure gli obiettivi secondari nascosti per tutta la storia. Questi ultimi, rappresentati da frutti bianchi disseminati in percorsi secondari o alternativi, sono in grado di aumentare ulteriormente una longevità già alta e danno un motivo in più per riprendere in mano il titolo una volta terminato.