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I am Bread

6.99 €

In Magazzino – 14 disponibili

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Steam

 

 

Non sono pazzo, lo giuro

I Am Bread ha una trama, quanti di voi ci avrebbero scommesso? Siate onesti con voi stessi. Prima di ogni livello avremo la possibilità di leggere i referti psichiatrici del proprietario della casa all’interno della quale si svolge l’intero gioco. Al poveretto sembra che il pane di casa sia dotato di vita propria e che continui a mettergli tutto sottosopra al pari di un poltergeist. Credendo giustamente di essere pazzo (la pazzia è qui un nodo centrale: sono pazzi gli sviluppatori, è pazzo il gioco, è pazzo il proprietario, siamo pazzi a giocarlo), il poveretto ne parla col suo psichiatra che inizia a prescrivergli una serie di consulti con specialisti, sedute e rimedi vari. Proseguendo lungo i sette livelli di cui si compone l’avventura principale verremo anche a sapere com’è andata poi a finire con gli strizzacervelli, sperando che dell’uomo non restino solo le briciole (ah ah). Intanto, in casa il pane se la spassa, guidato dai nostri controller. Noi a controllarlo ce la spassiamo invece un po’ meno.

Un gioco veramente toast

Non crediate che I Am Bread sia un gioco semplice, perchè vi sbagliereste. Guidare una fetta di pane in giro per casa non è la cosa più semplice al mondo. Diciamola tutta: il gioco è davvero difficile. Non tanto nel capire quello che bisogna fare, ovvero partire dall’inizio del livello e portare il pane fino a qualsiasi cosa che riesca a tostarlo decentemente, quanto nel realizzare il proposito. Noi controlleremo infatti i quattro spigoli della fettina, ognuno assegnato a un determinato tasto dorsale (preparatevi a fare a cazzotti con i signori L2, L1, R2, R1) per farlo procedere all’indietro o in avanti, o lungo i lati se sarete abbastanza bravi da farlo ondeggiare e slanciare in punta di spigolo. Senza seguire il tutorial dopo i primi due minuti di gioco vi metterete a piangere e lo disinstallerete dalla console, ma non fatelo, perchè il meglio deve ancora venire e fortunatamente non coincide con i controlli.

Quale è lo scopo nella vita di una fetta di pane? Essere tostata, almeno secondo la logica della produzione Bossa Studios. Dunque dovrete portarla verso il fornello più vicino e accenderlo. Oppure nel microonde. Oppure ancora nel forno. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo la stanza: la cucina è disseminata di formiche che possono uccidervi facendo diminuire con i loro assalti la vostra “mangiabilità”. L’acqua del lavandino provoca game over istantaneo. Cadere per terra significa sozzarsi in modo incredibilmente veloce. Tutto ciò non va bene: ergo bisogna studiare la via migliore per raggiungere il propio obiettivo, anche rigiocando più volte lo stesso livello per provare ciò che non si è fatto prima. La fetta di pane possiede un certo livello di “aderenza” tramite la quale può appiccicarsi praticamente ovunque, sedie, tavoli, frigoriferi, per improbabili scalate. Della buona marmellata sparsa sul tavolo incrementa la vostra aderenza, ci avete pensato?

I Am Bread offre sette livelli di gioco: la cucina, il salotto, il bagno e via di seguito (non serve molta fantasia per immaginare di quante e quali stanze si compone un’abitazione). Una volta finiti i sette livelli dunque avrete finito anche il gioco, giusto? No, sbagliato. Perchè la mole di contenuti è parecchio discreta: oltre alla modalità classica, non mancano sfide di corsa in cui timer alla mano controllerete una ciambellina impazzita, livelli in cui controllando una baguette dovrete distruggere qualsiasi cosa vogliate per accumulare punteggio, stanze adibite alla semplice esplorazione senza particolari obiettivi, e la modalità a gravità zero. Quest’ultima in particolare è stata pensata da una mente cattiva e deviata: la gravità è assente, tutti gli oggetti volano, il vostro toast è munito di una sorta di jetpack con cui spostarsi in aria. Controllare il jetpack con il controller sarà probabilmente inserito nel prossimo Guinnes World Record di azione più difficile al mondo e generatrice di parolacce inconsuete. Tutto ciò significa però anche altre cose: tanto amore da parte degli sviluppatori, buone idee, sano divertimento e dovuto appagamento. A fronte però di un prezzo meno divertenente, consideranzo l’offerta ludica nel suo complesso.

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