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Far Cry 4

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Steam

 

 

Pagan Min è un despota folle, brutale e spietato, che ha assoggettato militarmente il Kyrat e adesso si lascia cullare dai propri deliri di onnipotenza, assaporando un potere smisurato e inebriante.
La sua follia è ben diversa da quella di Vaas, predone sanguinario che fu nemesi di Jason Brody in Far Cry 3. Vaas era arrabbiato, impulsivo, ipereccitato, gonfio di cocaina e sostanzialmente autodistruttivo. Pagan Min è astuto, obliquo e calcolatore, quasi capriccioso.
Eppure, fin da quando Far Cry 4 è stato presentato, i giocatori non hanno fatto fatica a riconoscere le enormi somiglianze tra questo progetto cross-gen e l’FPS open-world che due anni fa ha stregato i fan del genere.
Da un certo punto di vista è normale: lo sviluppo è cominciato proprio nel 2012, e in buona sostanza il gioco è stato plasmato dalle stesse menti che hanno costruito l’Isola. Si tratta, più che di un’evoluzione, di un titolo che corre parallelo all’episodio precedente, recuperandone non solo certe suggestioni, ma anche il gameplay.
Eppure, in Far Cry 4 potrebbe esserci qualcosa di più. In attesa dell’uscita fissata per il 20 Novembre su Xbox One, PS4, PC e piattaforme Old-Gen, Ubisoft ci ha fatto volare fino a Montreal, per dare un’occhiata – in esclusiva – alle novità non ancora presentate. E’ stato un incontro interessante, in cui abbiamo scoperto le doti nascoste di un prodotto che vuole puntare tutto sulle suggestioni, “raccontandoci” atmosfere e leggende dei territori Himalayani, per immergerci in un ambiente eterogeneo, affascinante e splendidamente ricostruito.

Nella sostanza ludica, Far Cry 4 è davvero vicino al suo predecessore. L’estensione della mappa è più o meno la solita, ma qui c’è una spiccata verticalità ed un level design che non ha paura a riempirsi di gole e massicci, declinandosi in dislivelli vertiginosi. L’esplorazione del mondo di gioco diventa più tesa, partecipe: dimenticatevi delle distese pianeggianti dell’Isola, perché qui dovrete fare ampio uso della swingsuit per planare dalle vette fino ai villaggi che sorgono a valle, o al contrario del rampino per arrampicarvi sulle pareti rocciose. La possibilità di passare, nell’arco di qualche centinaio di metri, dalla sommità di un rilievo impervio ai campi di una radura che si apre fra due montagne, regala al titolo Ubisoft dei panorami davvero mozzafiato.
La mappa, in ogni caso, sarà come sempre costellata da avamposti, ma stavolta si tratta di fortezze di dimensioni molto più cospicue delle vecchie baraccopoli marittime. Purtroppo ancora non abbiamo avuto la possibilità di girellare liberamente nella mappa di gioco, e non sappiamo quanto densa sarà la componente Open-World.
Per un titolo come Far Cry 4, l’anima “sandbox” non è sicuramente secondaria, e buona parte del suo successo dipenderà anche da questo aspetto. Quello che vorremmo è una serie di missioni varie e ispirate, ma soprattutto che sappiano interfacciarsi con il level design, allontanando quindi l’idea di un avanzamento iterativo.

Purtroppo, per il momento tutto tace su questo fronte: sappiamo solo che i ritmi dell’azione saranno identici a quelli del predecessore, e si manterrà invariata anche la pluralità di approcci. Ogni avamposto, ad esempio, potrà essere liberato come un predatore silenzioso (prendendo nota della posizione delle guardie con il binocolo e poi uccidendole con le frecce precise della balestra), oppure con un assalto frontale ad armi spianate. In questo senso, Far Cry 4 sembra voler esagerare un po’ più del suo antecedente, infilando nell’equazione elefanti che possono travolgere i nemici e addirittura venire imbottiti di esplosivi (non si va per il sottile, in Kyrat), elicotteri monoposto muniti di lanciagranate, e istant kill alla Indiana Jones, saltando da un veicolo in corsa all’altro.
Per quel poco che abbiamo potuto provare, tutto funziona alla grande: le meccaniche di gioco sono molto piacevoli, e sebbene manchi ancora un po’ di interattività ambientale ed un’intelligenza artificiale più raffinata, le sparatorie sono ancora piacevolmente serrate. Spesso e volentieri si può usare un po’ di fantasia, ad esempio minando qualche barile esplosivo per poi farlo volare in testa ad un drappello di avversari, oppure attirando nell’area uno dei predatori della zona, in modo che faccia un po’ di casino.
In buona sostanza, comunque, sul fronte delle meccaniche di gioco non aspettatevi stravolgimenti, perchè per stessa ammissione di Alex Hutchinson, Creative Director di Far Cry 4, l’obiettivo non era quello di riscrivere le regole.

Pur non rappresentando un passo avanti deciso rispetto al passato, Far Cry 4 non è affatto brutto da vedere, tutt’altro. Purtroppo non abbiamo potuto testare in modo esteso la varietà e la tanto acclamata verticalità del mondo di gioco, forse uno degli elementi più interessanti del titolo, ma dobbiamo ammettere di aver apprezzato molto il level design e gli scorci di paesaggio himalayano che facevano da sfondo alla breve missione proposta dalla demo. Da un punto di vista squisitamente tecnico Far Cry 4 è discreto, ma non fa certo gridare al miracolo; il titolo Ubisoft è chiaramente una versione molto riveduta e corretta del capitolo precedente, che liberatosi della pesante zavorra con cui ha dovuto convivere nella vecchia generazione di console cerca di arricchirsi di dettagli ed aumentare la credibilità del mondo di gioco, molto più ricco e dettagliato rispetto al passato. A completare il quadro abbiamo infine una notevole estensione verticale di cui purtroppo abbiamo avuto solo qualche piccolo assaggio, che sembra essere davvero l’unico elemento di discontinuità con il capitolo precedente, caratterizzato da ambientazioni perlopiù pianeggianti e meno variegate.