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Far cry 3 Blood Dragon

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Steam

 

 

Che Far Cry sia un marchio importante nel panorama videoludico nessuno ne ha mai dubitato, grazie soprattutto al recente terzo episodio che ha raccolto opinioni favorevoli praticamente da tutti i siti e le riviste del settore. Quello in pochi si aspettavano però è l’uscita di questo capitolo scaricabile, completamente slegato dall’avventura approdata l’anno scorso su console e PC e che promette di cambiare le carte in tavola.

Far Cry: Blood Dragon è ambientato sul pianeta Terra nel 2007, dopo che negli anni ’90 le guerre nucleari hanno ucciso gran parte della popolazione nello scontro tra Russi e capitalisti. Non tutto è perduto però, perché la tecnologia permette di riportare in vita le persone grazie ad operazioni che sostituiscono le parti del corpo ferite o mancanti con arti robotici.

Nei panni del sergente Rex Power Colt, un ex cybercomandante Cyber IV, ci lanceremo dunque armati di vendetta su un’isola open world popolata da soldati meccanici, cani non propriamente amichevoli e mutanti. Il nostro obiettivo? Trovare il nostro ex comandante che semina terrore in tutto il mondo, abbattere dozzine di individui cattivi e riportare la pace.

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BAM! Headshot! Ammettetelo, chi non prova un senso di appagamento in questi momenti?

 

Come avete capito lo script di questo gioco punta tutto sull’ironia e, nello specifico, strizza l’occhio agli action movie degli anni ’80, con risultati a dir poco promettenti. La nostra demo inizia dunque con una cut-scene statica in perfetto stile 16-bit e a 4:3, dove, insieme al nostro compagno (un improbabile cyber ninja con capacità da hacker), prendiamo d’assalto una base militare a bordo di un elicottero munito di un enorme mitragliatrice. Inutile dire che il nostro unico obbiettivo è fare piazza pulita dei nemici (che alla lontana ricordano i Daft Punk) facendoli saltare in aria, colpendo magari le enormi cisterne esplosive disseminate in tutta la base.

“Il gioco punta tutto sull’ironia e strizza l’occhio agli action movie degli anni ’80”

Approdati sulle coste dell’isola veniamo introdotti da quello che probabilmente è il tutorial più irriverente che ci sia mai capitato di provare. Ogni singola azione ci viene infatti introdotta da una voce robotica con uno spiccato senso dell’humor, che ci ha fatto sorridere in più di un’occasione. Dopo il classico “salta premendo il tasto A”, qualcosa inizia a non andare come dovrebbe fino a che la voce guida non ci suggerisce un “per guardarti attorno, guardati attorno” e altre amenità del genere. Superbo!

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Uomini con organi robotici, mutanti, cani con occhi bionici, armi non convenzionali: gli ingredienti per uno shooter in prima persona ci sono tutti.

 

Chiude la lista dei controlli un pratico menu col quale cambiare e organizzare il proprio arsenale, lanciare bombe a mano e shuriken, fare il dito medio col nostro cyber-braccio e rivolgere parolacce a chiunque si trovi sul nostro cammino.

“La sensazione di ritrovarci di nuovo nei panni del Duca in Duke Nuken comincia a farsi largo”

La sensazione di ritrovarci di nuovo nei panni del Duca in Duke Nuken (il primo, mi raccomando) comincia a farsi largo, ma non è tempo per lasciarsi andare ai sentimenti visto che la prima orda di nemici è pronta ad attenderci dietro l’angolo. Sgattaioliamo dietro una guardia e ZAC!, con un colpo secco le piantiamo un coltello in fronte premendo la levetta analogica destra, e trucidiamo le rimanenti quattro con una manciata di pallettoni del nostro fucile a pompa.

Arrivati fuori dalle mura della base veniamo circondati da altre guardie bioniche che ci sparano praticamente da ogni angolo. Da terra, dalle torrette e persino da alcune jeep venute ad accoglierci per l’occasione. Panico! L’energia vitale comincia pericolosamente a scendere ma per nostra fortuna siamo equipaggiati con delle fiale che in pochi secondi ci fanno recuperare le nostre forze. In realtà si tratta di scariche di adrenalina, che dobbiamo iniettarci(tenendo premuto Y per qualche secondo) nel famoso braccio bionico prima che la schermata del game over faccia la sua comparsa sullo schermo.

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Graficamente Blood Dragon se la cava discretamente, ma poco importa. Qui è il divertimento a far da padrone.

 

Potete facilmente immaginare quale comitato di benvenuto possiamo aver ricevuto non appena abbiamo messo piede nella base. Una buona mira e sangue freddo sono sempre ben accetti in questo genere di titoli, ma scrutando l’ambiente si possono usare elementi esplosivi (come barili e cisterne) per far saltar in aria nemici nelle vicinanze. Una porta sigillata non ci permette di proseguire ed è qui che il nostro ninja-compagno entrerà in azione. Infatti, oltre a darci una mano nel fare piazza pulita nella struttura, fornisce un “supporto tecnologico” per compiere attacchi hacker atti appunto a sbloccare protezioni e zone in apparenza inaccessibili.

“All’uscita di Far Cry: Blood Dragon mancano soltanto una manciata di settimane”

Anche se sotto il profilo tecnico Far Cry: Blood Dragon non fa gridare al miracolo, i filtri utilizzati conferiscono alla grafica un’atmosfera “nostalgica”. Ci riferiamo in particolare alle mai dimenticate righe orizzontali che ogni tanto apparivano sugli schermi dei tubi catodici e che abbiamo ammirato qualche tempo fa in PixelJunk Shooter. Impossibile non parlare poi della colonna sonora, realizzata dal gruppo australiano Power Glove, autori di brani ricchi di bassi, sintetizzatori e tappeti elettronici di grande impatto, simili a quanto già sentito nel recente Double Dragon Neon. Esplosioni, effetti sonori e doppiaggio sono altresì di buona fattura, specie quest’ultimo, con dialoghi da film di serie B, parolacce a non finire e citazioni da pietre miliari del genere.