dirt rally alternative cover
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DIRT Rally

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MEGLIO SULLO STERRATO!

Un ritorno alle origini per Codemasters, per un titolo che punta tutto sul realismo, deciso ma non ovviamente totale, e che chiede tanta dedizione per avere il manico necessario per scalare le classifiche.

Brividi sull'asfalto

 

Le cifre parlano chiaro: dodici nuovi stage per il rally nella base militare tedesca di Baumholder (c’è addirittura un Tornado a “bordo pista”!”), tracciati di varia lunghezza in cui si corre su cemento, asfalto e ghiaia, di notte, di giorno e sotto l’acqua; cinque nuove vetture, ovvero Opel Kadett GT/E 16v, Opel Manta 400, Lancia 037 Evo 2, Seat Ibiza Kitcar e Peugeot 306 Maxi, inserite in due nuove categorie Group B RWD e Kit Car Classes. A rimpolpare l’aggiornamento troviamo anche un nuovo evento giornaliero e un nuovo evento settimanale. Più tutta una serie di aggiornamenti e “fix” sotto il cofano. Tre euro in più ben spesi insomma.

Pad alla mano (confermiamo, come se ce ne fosse ancora bisogno, la necessità di un volante per godere al meglio di DiRT Rally) le nuove vetture, specialmente quelle più recenti e performanti sono decisamente difficili da guidare, anche su quei fondi che dovrebbero garantire idealmente più grip. Anche pasticciando un minimo con gli aiuti è facile scodare di brutto e nelle prime battute è quasi normale non azzeccare una curva stretta.

 

Brividi sull'asfalto

 

L’impressione è che ci sia qualcosa da sistemare: è come se non ci trovassimo di fronte ad un grip sul cemento che non ha valori intermedi e che non permette errori, nemmeno provando a parzializzare al meglio il gas. Il pad ovviamente ci mette del suo, ma le sensazioni sono queste. Nonostante i feedback, poi, anche il modello fisico dei danni non è stato rivisto, con le conseguenze degli urti che non sempre sono coerenti con l’errore fatto. Una scelta di design questa, visto che prendere un albero o cappottarsi è all’ordine del giorno nel rally, ma sarebbe bello se Codemasters inserisse una modalità ultrarealistica dove gli sbagli si pagano veramente, anche con ritiri e “game over” fulminei. Seguendo il changelog, Codemasters dovrebbe aver sistemato anche il ritardo con cui appare il tasto di rientro in pista, ma non ci è sembrato molto diverso rispetto alla prima uscita dell’Early Access. A livello visivo c’è poco da dire. Baumholder è un vero spettacolo, con un “track design” che esalta i muscoli del motore grafico, tra saliscendi, foreste, chicane improvvisate fatte con covoni di fieno e lunghi pezzi in pianura. Senza dimenticare che di notte è sempre un “terribile” bel vedere, al pari di quando le strade sono invase dalla pioggia e pericolosissime pozzanghere. Decisamente una chicca sono i riflessi sul parabrezza, che a seconda della posizione del sole mostrano gli interni della vettura. Insomma un Early Access aggiornato che conferma la fiducia in Codemasters, anche se qualcosa andrebbe corretto. D’altronde DiRT Rally è un progetto in completo divenire: presumiamo comunque che i fan non tarderanno a segnalare a Codemasters i loro feedback.