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Diablo III

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Battlenet


 

 

Sembra quasi surreale giocare a Diablo 3. Dopo tutti questi anni non sembra vero avviare il seguito del titolo che inventò un genere e al contempo sancì l’uscita del primo portale di gaming massivo in assoluto (in contemporanea con Ultima Online, nel lontano 1997). Battle.net uscì col primo Diablo, titolo da sempre legato a doppio filo alla rete e per questo la scelta della connessione permanente non stupisce, anche se di certo fa storcere il naso pericolosamente verso l’acronimo DRM. In questa seconda parte della recensione analizzeremo più classicamente il titolo Blizzard, forti di averlo terminato tre volte sulle quattro consigliate. Per quest’ultima occorreranno altre concitatissime ore, tra centinaia di nemici e milioni di click del mouse. Un vero e proprio Inferno.

In Diablo 3 sono presenti i cosiddetti Follower, o seguaci. Questi sono compagni d’avventura controllati completamente dal computer che potremo portarci appresso solo se non affronteremo il gioco online. Proprio per questo crediamo che così come sono stati implementati risultino quasi superflui e fruibili solamente da una piccolissima parte di giocatori non intenzionata nemmeno a provare una volta le partite co-op, punta di diamante del gioco, senza contare che i livelli di difficoltà Hell e Inferno sono impossibili da affrontare in singleplayer (almeno per ora che il livello di equip è di media molto basso). In ogni caso i Follower sono 3: Templare, Incantatrice e Ladro. Sono dotati ciascuno di cinque abilità e progrediscono di livello insieme al giocatore stesso, modificandosi automaticamente nell’aspetto insieme a lui. Non ci dilungheremo sulla loro descrizione perchè risultano più un cammeo che una vera e propria risorsa. Peccato.

Come ci hanno risposto i simpatici programmatori nella nostra intervista, per sviluppare Diablo 3 non ci sono voluti i dieci anni che sono intercorsi dall’uscita dell’espansione del secondo capitolo. Dopo i problemi di gestione interna degli studi di sviluppo e la chiusura di Blizzard North (padri della serie), ci sono voluti tre anni prima di riorganizzarsi. Sei anni di sviluppo sono comunque moltissimi e ci è venuto naturale chiedere quale fosse stata la difficoltà più grande durante lo sviluppo. La risposta è stata la creazione dello skill-system, rifatto completamente per ben quindici volte. Ma il risultato è davvero sopraffino.

Iniziando dalla cittadina di New Tristram procederemo lungo la main quest totalmente lineare e senza bivi di sorta, alternata solamente da alcune missioni secondarie da scoprire nelle mappe generate casualmente. Ne esistono circa quattro per ogni atto, ma ne troveremo solo un paio per ogni playthrough essendo incluse anch’esse a caso. La struttura di Diablo è dunque piuttosto lineare, ma non è certo su questo aspetto che dobbiamo soffermarci. In ogni caso potremo anche in qualunque momento caricare la partita da una certa quest in avanti, fatto che allieva in parte la pesante scelta di non poter saltare il livello di difficoltà Normale. Comunque dal sesto livello avremo un’idea più precisa di quello che ci aspetta a livello di gameplay.

L’idea di base è di allontanarsi dal classico sistema di punteggi per dare in mano al giocatore la scelta d’intervenire direttamente sulle azioni compiute dal proprio personaggio. Niente più punti da distribuire quindi e niente più schemi ad albero, ma circa venti skill attive divise in sei categorie (Primarie, Secondarie e quattro specifiche per ogni classe) tra cui selezionarne sei, modificandole in seguito con un dettagliato sistema di Rune. Ciascuna delle cinque classi selezionabili si basa su una statistica principale da aumentare per migliorarne il danno. Le statistiche sono anch’esse cinque e ciascuna aumenta una caratteristica difensiva per tutti e il danno per la classe legata ad essa. In generale la Forza aumenta l’armatura; la Destrezza aumenta la schivata (dodge), ovvero la probabilità di evitare un attacco; l’Intelligenza aumenta le resistenze ai sei elementi delle magie di gioco; infine la Vitalità aumenta i punti ferita totali.