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Call of Duty: Black Ops Escalation DLC

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Convoy

Una ridente e soleggiata cittadina americana degli anni ’60 sede di un accanito scontro tra forze americane e sovietiche? Perché no, avranno pensato i ragazzi di Treyarch, che con Convoy hanno portato il conflitto a fuoco tra USA e URSS sul suolo americano, in un piccolo paesino devastato dalle truppe nemiche. La mappa, di medie dimensioni, si sviluppa su due livelli e presenta un notevole numero di piccole strutture ed edifici come hotel, tavole calde, distributori e persino una stazione di polizia. Il ritmo degli scontri si dimostra abbastanza frenetico, anche se nel livello inferiore l’enorme presenza di veicoli e ostacoli dove nascondersi dà spesso vita al fastidioso fenomeno del “camperaggio”. I cecchini si dimostrano letali, colpendo dal livello superiore. Il fuoco non si concentra mai in un solo punto, il che rende Convoy una mappa davvero equilibrata e ben strutturata, dall’animo hippy!

 

Hotel

Il lusso smisurato è il tratto distintivo di Hotel, seconda mappa di Escalation. Ci troveremo infatti a combattere nelle meravigliosa cornice di “El Royale”, fittizio mega hotel in quel di Cuba (dettaglio che si deduce dalla massiccia presenza di bandierine del suddetto stato). La mappa è semplicemente enorme, basti pensare che può vantare la presenza di ben tre ascensori al suo interno. Le aree sono ben diversificate: troviamo il casinò, i bagni, le cucine, le stanze, il caveau e persino una maxi terrazza con piscina, bar e spogliatoi. Il tutto con uno stile elegante e sfarzoso, che poco si sposa con i vistosi fori da proiettili sul muro, volti a ricordarci che è pur sempre zona di guerra.
A livello di gioco, Hotel favorisce il gioco di squadra e gli scontri a medio-corto raggio: vista la mancanza di ampi spazi aperti e la massiccia presenza di ostacoli sulla linea di tiro, l’uso del cecchino è decisamente sconsigliato. Senza un buon affiatamento e una coordinazione nei movimenti con la squadra, inoltre, ci si potrebbe trovare a vagare diversi minuti senza vedere neanche l’ombra di un soldato nemico.

 

Stockpile

Dopo il sole di una cittadina americana e lo sfarzo di un hotel superlusso cubano, era d’obbligo tornare ad assaporare il gelo e la rigidità della mappe made in Russia. Stockpile ci porta in un piccolo ed innevato avamposto delle forze sovietiche, ben difeso e più interessante dal punto di vista tattico che da quello stilistico, dato che presenta infrastrutture e palette cromatiche già viste in diverse mappe incluse nel titolo originale. La mappa ha un aspetto circolare ed è ricca di piccole casette e autovetture di un’epoca ormai andata; il fuoco nemico può piombare su di noi da ogni direzione, il che rende la mappa sede di scontri imprevedibili ed adrenalinici, anche se spesso morire pochi secondi dopo il respawn è davvero frustrante.
Al centro della mappa un quadrato costituito dagli edifici più ingombranti e meglio attrezzati tecnologicamente dà vita ad una sezione dove la prontezza di riflessi è vitale per avere la meglio sul nemico. Per il resto si tratta di una mappa abbastanza classica, con qualche postazione di tiro per i cecchini costituita da balconi e finestre al secondo piano di alcuni edifici. Nulla di trascendentale.

 

Zoo

Ultima mappa di questo secondo DLC per Call of Duty: Black Ops, Zoo ci porta a scatenare una tempesta di proiettili all’interno di un fatiscente ed ormai abbandonato zoo sovietico. La totale assenza di animali farà felici gli animalisti più convinti. L’arena è davvero ben strutturata e pensata per scontri intensi, che richiederanno un buon affiatamento visto che è quasi impossibile tenere sotto controllo l’intera zona e la raffica di proiettili fatale potrebbe giungere appena svoltato un qualsiasi angolo. Le dimensioni davvero notevoli, infatti, portano alla mancanza di un punto centrale dove concentrare il fuoco, e non sono poche le possibilità di ritrovarsi a girovagare tra le gabbie degli animali, gli uffici dell’amministrazione o le rimesse per gli attrezzi. Il design è davvero ben curato, la decadenza del posto è resa alla perfezione e il piccolo acquario abbandonato, con la sua luce soffusa, mette davvero in soggezione: attenti a non perdere di vista l’avversario! I posti sopraelevati dai quali sfoderare la propria classe nelle vesti di cecchino non mancano ma sono per lo più concentrati a centro mappa e vanno ben difesi, in quanto abbastanza esposti al fuoco nemico.

 

Call of the Dead

Il meglio, però, questo DLC lo tiene in serbo per la modalità Zombie: Escalation può sfoggiare infatti una chicca per gli amanti del cinema dell’orrore davvero intrigante. La nuova mappa viene introdotta da una sequenza animata che da subito manderà i fan dell’horror in visibilio: vedere i modelli poligonali di icone del genere come Danny Trejo, Micheal Rooker, Robert Englund e Sarah Michelle Gellar (Buffy) che affettano zombie diretti da una leggenda vivente come George Romero non ha prezzo. Quelle che erano le normali riprese per un film in Antartide si trasformano ben presto in attimi di follia quando un vero zombie rapisce il regista e i membri del cast si trovano costretti a sopravvivere con le loro abilità. Il gioco parte una volta terminato il filmato introduttivo, e ci ritroveremo come di consueto a difenderci da orde di zombie famelici, affiancati questa volta da un nemico eccellente: la versione zombie del maestro Romero, semi-invulnerabile e armato con una luce da scena in corto circuito. Riuscirete a mettere fine alla furia del regista, oppure soccomberete alla sua brama di cervelli? Per resistergli, potremo contare su due nuove armi, un fucile di precisione fresco-fresco d’introduzione e una spettacolare arma in grado di far tornare i non morti dei normali esseri umani. Insomma, con un arsenale ampliato da questi due nuovi gingilli, siete pronti a vendere cara la pelle?

Dulcis in fundo