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Batman Arkham City GOTY

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L’avventura prende il via ad un anno dagli eventi che hanno segnato la caduta di Joker, dopo il suo golpe alla prigione di Arkham. Quincy Sharp, presosi il merito per la cattura del malvivente, è diventato sindaco di Gotham ed ha fatto recintare una corposa parte dei bassifondi della città per creare una versione espansa del centro di detenzione, ribattezzato ora Arkham City. A capo della struttura viene messo il dott. Hugo Strange, che pare aver ideato una nuova “cura” per la correzione delle malattie mentali che affliggono la feccia di Gotham. Batman, preoccupato dal recente sviluppo degli eventi, inizia dunque una personalissima indagine che lo porterà alla scoperta di macchinazioni che vanno ben al di là della sua immaginazione, e che implicano -come pedine di un’enorme scacchiera- molti dei super-cattivi che lui stesso ha fatto internare.


Rimaniamo volutamente stringati riguardo all’intreccio narrativo, poiché in Arkham City ricoprirà un ruolo fondamentale, creando un’interessantissima base per l’entusiasmante crescendo finale. Un grande spettacolo, tuttavia, non potrebbe avere successo senza un’ottima performance dei suoi attori, ed il prodotto Rocksteady, infatti, mette sul palco una compagnia d’eccezione, dalle performance indiscutibili. Il primo attore è, senza dubbio, Batman, caratterizzato in questo secondo episodio da tratti leggermente differenti.

Al pipistrello sbruffone che sbeffeggia i malviventi si aggiungeranno anche le tonalità del Bruce Wayne glaciale persino con i più stretti “collaboratori”; tutti canoni di quell’eroe solo e solitario tanto caro ai fan della saga cartacea. Arkham Asylum è dunque un’esperienza molto più introspettiva rispetto a quella del predecessore: un viaggio nel subconscio del pipistrello che rivelerà -pian piano- la sua vera anima, lacerata quanto il suo costume, già logoro a metà avventura. A spalleggiarlo, in questa lunga cavalcata, un perfetto Joker, l’ineffabile Enigmista ed il sadico Hugo Strange. Sebbene ai tre non sia stato riservato l’approfondimento psicologico dedicato al Pipistrello, il “design” delle loro personalità mostra una cura davvero maniacale. Il procedere degli eventi dipingerà, ad esempio, lo strano “legame” tra Batman e Joker, la cui esistenza dipende l’una dall’altra, e metterà in luce un dottor Nigma completamente diverso, caratterizzato nel modus operandi come un moderno Jigsaw. Infine, Hugo Strange, personificazione della morbosa sete di potere e di controllo sul prossimo.

Le centinaia di quest secondarie (visualizzate sulla mappa interrogando le spie di Edward Nigma) fungeranno, in ogni caso, solamente da contorno all’avventura principale, strutturata alla stregua di Asylum. Ognuno dei villains sarà dislocato in una base operativa diversa, strutturata come un enorme dungeon da superare. Dapprima entreremo in contatto con i sottoposti (da malmenare a piacimento) e con numerosi e vari enigmi ambientali (che richiederanno spesso l’utilizzo del fucile elettrico per avviare motori o magneti), per arrivare infine allo scontro clou. Non mancheranno, chiaramente, le innumerevoli possibilità d’azione stealth, veicolate in Arkham City da un level design ancora più vario, unito alle possibilità già sperimentate in passato (KO rovesciati da appesi, silenziosi alle spalle, a sorpresa uscendo dalle grate, a distanza distruggendo pareti e addirittura attraverso le pareti e le finestre). Ogni area presenterà poi cunicoli e passaggi nascosti, nonché appigli ai quali aggrapparsi mediante rampino; una sequela di elementi che ci fornirà, ad ogni sezione, almeno tre o quattro differenti approcci. Ogni sforzo culminerà quindi nei Boss Fight, inseriti qui dopo le migliaia di richieste da parte dei fan.