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Genere: Sportivo
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Descrizione:
Virtua Tennis 4 si rivela fin da subito terribilmente immediato: mentre lo stick analogico sinistro ci permette di muovere il personaggio, i quattro pulsanti del pad servono per effettuare colpi tagliati, pieni, smorzate e volée. Indipendentemente dal tipo di movimento della racchetta, i nostri tiri saranno più o meno efficaci a seconda del timing, della posizione del giocatore al momento di impattare la palla e della direzione premuta sullo stick per orientare il colpo. Gli scettici aspettino a storcere il naso, però, perché questi elementi da soli non bastano per inquadrare il gameplay del nuovo prodotto SEGA, che necessita di essere “digerito” e padroneggiato nelle sue (pur non molteplici) sfaccettature prima che si possa vincere anche solo un match d’esibizione contro un atleta affermato.
A proposito, sono ventuno i tennisti che potremo utilizzare per le partite veloci e all’interno della modalità Arcade, quest’ultima impostata come un torneo composto da quattro match con altrettanti terreni a caratterizzarne lo svolgimento e un livello di sfida progressivamente più alto (l’ultimo avversario l’abbiamo trovato davvero ostico). Molti dei personaggi vanno sbloccati avanzando nel Tour Mondiale, e alla fine il roster offre un ottimo mix fra i nomi più altisonanti del tennis di oggi e alcune star del passato. A proposito di Tour Mondiale, si tratta di una delle novità introdotte dagli sviluppatori in Virtua Tennis 4, senz’altro la più corposa visto che si tratta di una modalità carriera che si sviluppa attraverso cinque grandi “zone” e ci vede impegnati in un numero impressionante di eventi. Il primo passo è costituito dalla creazione del nostro giocatore, utilizzando dei modelli preimpostati oppure lavorando di fino grazie a un editor abbastanza potente e dettagliato; dopodiché ci si trova a percorrere una sorta di tabellone in stile “gioco dell’oca”, con delle carte (che possono essere “mischiate” o acquistate) al posto del dado. A seconda della carta, potremo avanzare di una, due o tre caselle sul percorso; e a seconda della casella dovremo affrontare una situazione differente, in cui le partite di tennis svolgono quasi un ruolo marginale. Ci sono infatti svariati tipi di allenamento che ci consentono di sviluppare le capacità del nostro personaggio, e che ci vedono colpire dei piatti d’argilla con la palla, giocare contro un avversario con la possibilità di alzare dei muri a rete, raccogliere dei pulcini sul campo e depositarli presso una gallina senza che vengano colpiti, fare “goal” tirando un pallone da calcio verso una porta difesa da una tabella in movimento, e così via. Questi minigame (accessibili direttamente dalla modalità Party, volendo) si rivelano molto simpatici e vari, ma alla fine dei conti sono i risultati sulle prestazioni del personaggio a spingerci ad affrontarli con piacere, visto che ad ogni prova superata l’atleta che abbiamo creato diventerà più forte, più veloce e più resistente.
Parallelamente alla crescita “fisica” del nostro giocatore, si verificherà un aumento della sua popolarità basato sul numero di stelle assegnategli, un fattore determinante anche e soprattutto per la qualificazione ai vari tornei sparsi sulla mappa. Il sistema di movimento, che ci vede spostarci “a sorte” da una casella all’altra, nasconde più di un’insidia: potremmo trovarci a saltare la casella da cui si accede a un particolare evento, oppure capitare su una casella “malus” che ci fa perdere qualche stella.
Si tratta di possibili incidenti di percorso che però, con un po’ di esperienza, si riesce a evitare. È invece molto interessante l’implementazione nel Tour Mondiale del fattore stanchezza, rappresentato da un indicatore che cala dopo ogni apparizione in pubblico, ogni sfida e ogni allenamento, e che può essere ripristinato solo fermandoci in una casella “hotel” per godere del necessario riposo. Se capiterà di affrontare una partita con l’indicatore della condizione al minimo, il nostro giocatore si troverà in qualche modo infortunato e ciò implicherà una serie di limiti in termini di mobilità ed efficacia dei colpi. Meglio non farlo accadere, insomma, ma è senz’altro di stimolo il fatto che un’evenienza del genere possa verificarsi e che dunque ci si trovi a dover bilanciare al meglio gli spostamenti, le sfide e il necessario recupero fisico. A corredo della tabella e degli eventi troviamo infine due particolari negozi: uno, di tipo convenzionale, ci permette di acquistare abbigliamento e attrezzatura per personalizzare il nostro atleta; l’altro si pone più come una sorta di corso avanzato, dove acquistare nuovi colpi e capacità per diventare ancora più forti. Virtua Tennis 4 offre anche una modalità multiplayer, con la possibilità di giocare le nostre partite contro la CPU in attesa di un avversario (un po’ come succede in Super Street Fighter IV) oppure di entrare nelle stanze create da altri utenti per sfidarli in match singoli o in doppio. La presenza del ranking e i numerosi oggetti sbloccabili man mano che si guadagna esperienza costituiscono senz’altro un forte incentivo a proseguire l’esperienza online, che peraltro ci è sembrata funzionare molto bene, senza episodi riconducibili al lag








