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Tyranny

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Steam

 

 

Il trionfo del male

Le sceneggiature dei giochi di ruolo hanno, spesso, un elemento in comune: salvare il mondo.

L’elemento cardine di Tyranny, infatti, è invece che il male ha già vinto. E che voi siete stati complici del suo trionfo. Qui le cose cominciano dall’alto: fate parte delle autorità, le persone vi rispettano ma sopratutto vi temono, e dovete prendere decisioni importanti.

La volontà di Obsidian di differenziare il mondo in base alle nostre scelte promette una grande rigiocabilità. A questi cambiamenti, infatti, si sposano sia quelli che innescherete completando alcune quest piuttosto che altre – e quindi decidendo se essere ancora utili o meno alla causa di Kyros – sia i rapporti che instaurerete con le diverse fazioni, alcuni dei quali saranno ugualmente determinati dalle scelte fatte durante la creazione del vostro personaggio.

 

La parte interessante, però, è che sia avere un ottimo rapporto con un compagno, che arrivare ad odiarsi, consentirà di accedere ad interazioni extra in battaglia, le cosiddette companion-combo, che potranno farvi avere la meglio sui vostri avversari. L’intento è insomma quello di non farvi coltivare buoni rapporti solo perché il gameplay lo richiede, ma di farvi sentire liberi di odiare chi vi pare e agire di conseguenza, perché non ne sarete penalizzati.

Nel frattempo, Tyranny non si dimentica di guardare anche al passato: il gioco è realizzato con Unity come Pillars of Eternity, ma vuole somigliare stilisticamente ad icone come Baldur’s Gate, che era invece realizzato con Infinity Engine. Per dare un tocco di personalità in più, però, la direzione artistica ha optato per uno stile vicino alla pittura, che mira a rendere gli scenari ulteriormente suggestivi e unici.