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Aliens vs Predator

15.90 €

In Magazzino – 24 disponibili

Categoria

Piattaforma:   Lingua:

Genere: FPS Sparatutto in prima persona
Sviluppatore: Rebellion
Distributore: Halifax
Pegi: 18+
Pegi Descrittore: Violenza
Lingua: Tutto in Italiano

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Descrizione:

Quando, nel lontano 1999, una software house dal nome Rebellion Developments sviluppò un gioco dal titolo Alien vs Predator per PC, la critica specializzata premiò la sua produzione soprattutto sottolineandone la diversità dagli standard del periodo, in quanto il titolo in questione presentava tre diversi personaggi giocabili, facendo della varietà di gameplay la sua arma principale.
Oggi, dieci anni più tardi, Rebellion, dopo una serie di pubblicazioni non proprio esaltanti (Rogue Warrior e Shellshock 2: Blood Trails solo per citarne le più recenti) prova a bissare il successo ottenuto con il capostipite della serie, riproponendo un gioco dal titolo identico, ma dalle potenzialità molto interessanti, dettate anche dal progresso del gaming nel nuovo millennio.
Pubblicato da SEGA, Alien vs Predator è uno dei giochi più attesi del periodo, soprattutto per i fan della filmografia specifica, che porta una leggera ventata di aria nuova nel genere degli FPS, purtroppo anche al giorno d’oggi troppo saturo di cloni di vario genere.
Tutto ha inizio dopo la scoperta di un’antica piramide di origine aliena, al cui interno sembra essere custodito qualcosa di antico e prezioso.
Da questa sequenza parte la storia narrata in Alien vs Predator, ambientato sul pianeta BG-386, i cui segreti faranno da sfondo all’intrecciarsi di storie che vedranno le tre razze giocabili sfiorarsi l’una con l’altra. Si crea così un plot interessante e ben strutturato, visto da tre prospettive completamente differenti -a volte prede, a volte cacciatori- in un cammino che ci porterà a scoprire l’inquietante e pericoloso segreto costruito intorno e, sopratutto, dentro questa piramide.
Il lavoro di Rebellion sarà apprezzato in maniera particolare da tutti gli amanti della filmografia di Alien, alla quale il gioco strizza l’occhio e più volte fa riferimento (neanche troppo velatamente), con dettagli e particolari che i fan della saga apprezzeranno senza ombra di dubbio, trovando questo avp ancor più appetibile dal punto di vista narrativo e descrittivo.
Come quindi poco prima accennato, nel single player saremo portati a vestire i panni di una recluta Marines, di un Alien e di un Predator in tre campagne che si svolgeranno in locations identiche, ma ogni volta in situazioni diverse. Va anche detto di come ogni mappa sarà affrontata in maniera cronologicamenre differente in ognuna delle tre campagne, seguendo ovviamente la storia personale e le necessità (completamente diverse) dei tre personaggi giocabili.
La longevità del titolo si assesta tra le 12 e le 15 ore, a seconda del livello di difficoltà scelto (tra i 4 disponibili) e alla ricerca, o meno, dei collezionabili, diversi per ogni campagna, presenti in ogni mappa. Da segnalare inoltre la presenza di un punteggio che sarà assegnato per ogni mappa completata, un po’ come avviene per i giochi action, che porterà i più esigenti a rigiocare le varie avventure per ottenere il punteggio perfetto, con conseguente aumento della longevità del gioco.
Aliens vs. Predator - recensione - PC
Come già accennato, le tre diverse campagne presenti nel gioco ci permetteranno di vestire i panni di ognuna delle tre razze disponibili.
Sin dall’inizio, il buio sarà nostro compagno, accompagnato dal suono del nostro rilevatore di movimento, che ci avvertirà della presenza di altre forme di vita mediante una serie di bip acustici, offrendoci la posizione indicativa dei nemici grazie ad un piccolo radar, presente in basso a destra sul nostro schermo.
Ma ben presto impareremo come proprio questo accessorio, che dovrebbe essere il nostro alleato principale, porterà invece a far salire la tensione ai massimi livelli. Ogni volta infatti che il nostro rilevatore emetterà dei suoni, il nostro livello di allarme crescerà, con conseguenti attimi di paura legati alla consapevolezza di non essere soli, ma soprattutto di non sapere mai se e da dove lo xenomorfo di turno (o chi per lui) deciderà di attaccarci. Ancora una volta la celebre frase “escono dalle fottute pareti” sarà quanto mai azzeccata, in quanto i simpaticissimi Aliens non tarderanno a tenderci imboscate uscendo da ogni pertugio possibile, sia questo un condotto di aereazione oppure l’entrata di una fogna, facendoci più di una volta letteralmente sobbalzare dalla nostra sedia.
Proseguendo con la campagna scopriremo come la claustrofobia dei primi minuti venga spezzata da sessioni di gameplay all’aperto, che tenderanno inizialmente a far abbassare la tensione, rivelandosi poi tutt’altro che semplici o sicure, grazie anche ad un level design ben curato che non mancherà mai di farci chiedere da dove avverrà il prossimo attacco.
Il nostro marine avrà disposizione anche un massimo di tre stimpack trasportabili, che lo cureranno completamente una volta utilizzati, ma di cui bisognerà usufruire con parsimonia, vista la non propria abbondanza e l’accurata scelta di posizionamento degli stessi da parte dei level builder.
Anche le armi disponibili diventeranno presto più di una, ma anche di esse potremo trasportarne massimo tre: troveremo presto anche il mitico pulse rifle, con lanciagranate annesso, oltre ad un fucile a pompa, un lanciafiamme, un fucile con mirino e una smartgun dalla potenza di fuoco altamente distruttiva.
Va detto inoltre di come il nostro alter-ego sarà in grado di parare gli attacchi corpo a corpo più leggeri, cosa che sarà, in alcune situazioni, di fondamentale importanza, in quanto una buona parata ci permetterà di respingere il nostro nemico dandoci il tempo, se necessario, di ricaricare l’arma e sparare.
Sarà ben presto evidente anche l’efficacia di colpi ben mirati alla testa: questi ci permetteranno infatti di risparmiare una buona quantità di munizioni, essendo letali per la maggior parte dei nostri nemici, ma a volte difficilmente realizzabili, se non per mera fortuna, in quanto in molte delle situazioni che andremo ad affrontare risulterà alquanto difficile prendere con calma la mira, quando il “bip” del nostro rilevatore non farà altro che suonare e il radar mostrerà vari potenziali cacciatori di esseri umani, con il buio intorno a farla da padrone.
Anche il finale si dimostra di buon livello, con una rivelazione che oltre a lasciare aperte le porte ad un eventuale seguito, farà rimanere a bocca aperta più di una persona.
Mentre la campagna del Colonial Marine risulta come la più immersiva e emotivamente forte, non sono da sottovalutare le due storie successive, che ci permetteranno di controllare un Alien prima, e un Predator dopo.
Precisando che ogni giocatore potrà scegliere quale di delle tre campagne giocare per prima (non c’è infatti nessuna forzatura a riguardo), punto fondamentale di Alien vs Predator rimane la diversità di gameplay che ognuna delle tre razze disponibili riesce a proporre.
Prendendo il controllo dell’Alien ne assimileremo tutte le principali caratteristiche, partendo dalla spiccata velocità, alla possibilità di arrampicarsi su qualsiasi superficie, passando per la rigenerazione automatica della nostra salute.
In questo episodio non ci sarà però la possibilità di attraversare le fasi di crescita dello xenomorfo, nessun controllo quindi per quanto riguarda il Facehugger prima, e il Chest Burster dopo, anche se quest’ultima fase sarà mostrata nella presentazione della campagna.
Già dal tutorial di introduzione, che ci aiuterà a familiarizzare con i controlli e tutte le abilità dell’alieno, quello che andremo a controllare sarà uno xenomorfo adulto, con tutte le peculiarità del caso.
Quello che appare evidente sin dalle prima battute di gioco, è di come questa campagna sia votata più alla fase stealth rispetto alle altre: gli alien infatti fanno del buio il loro più prezioso alleato, forti anche di una naturale predisposizione visiva che gli permette di vedere bene anche in assenza di fonti di luce. Proprio le luci dell’ambiente potranno, e dovranno, essere ridotte al minimo per consentirgli di nascondersi agli occhi vigili della preda di turno, la quale non potrà mai nascondersi del tutto: grazie alle sue doti sensoriali infatti, ogni xenomorfo è in grado di “sentire” la presenza di altri esseri viventi nei paraggi, i quali risulteranno ben visibili grazie ad un alone che li circonderà, di colore diverso in base alla pericolosità nei confronti dell’alien.
La maggior parte degli scontri avverranno contro esseri umani, marines o civili per la maggior parte, che si allerteranno al primo rumore troppo evidente, o quando uno dei loro compagni sarà finito sotto le nostre fauci.
Indispensabile risulterà padroneggiare al meglio i movimenti del nostro personaggio, la cui possibilità di arrampicarsi su qualsiasi superficie risulterà, almeno nelle prime fasi di gioco, non proprio immediata.
I controlli potranno in questo caso essere configurati a piacimento mediante la combinazione tastiera + mouse (ancora una volta più intuitivi e pratici rispetto ad un pad), grazie anche alla possibilità di attivare o meno un’opzione che potrà rendere la scalata delle superfici automatica, altrimenti attivabile mediante la pressione di un tasto.
Gli Aliens faranno comunque della velocità la loro arma principale, unita al fattore sorpresa che una ben studiata mimetizzazione può offrire, piombando alle spalle dei loro nemici e uccidendoli con delle “stealth kill” che metteranno a dura prova lo stomaco dei giocatori.
Queste mosse risulteranno infatti letali e soprattutto molto cruente, con smembramenti vari e decapitazioni di ogni tipo, lasciando davvero poco spazio all’immaginazione.
In aiuto del giocatore interverrà un semplice quanto intuitivo segnalatore di posizione, posto al centro dello schermo, che oltre ad indicarci il nostro fattore di mimetizzazione con il buio, ci aiuterà anche a capire la nostra posizione, sia essa su di un pavimento piuttosto che su di un soffitto.
A completare la vasta gamma di possibili movimenti interverrà la possibilità di saltare agilmente da una posizione ad un’altra, rendendo le nostre manovre di aggiramento ancora più pratiche e letali.
Per quanto riguarda le armi di attacco, lo xenomorfo potrà fare fede esclusivamente su attacchi corpo a corpo, grazie ai suoi potenti artigli o alla lunga coda, che serviranno sia ad uccidere la sua preda che a incapacitarla, quel tanto che basta per poter balzargli addosso ed effettuare una “trophy kill”, ovvero un’altra mossa finale dai risvolti drammatici per lo sfortunato di turno.
Anche questa campagna alternerà spazi chiusi ad aree completamente all’aperto, dove l’alien risulterà ovviamente più esposto, grazie alla parziale assenza di zone di buio, rendendo le cose più difficili del previsto.
In conclusione anche questa campagna risulta gradevole, sicuramente inferiore a quella del marine e forse alla lunga un po’ ripetitiva, ma comunque completamente differente a livello di approccio e gameplay, il che non può essere che un pregio.
Ultima storia disponibile, solo a livello cronologico ovviamente, è quella che ci vedrà impegnati nei panni di un predator appena svezzato, che riceve il suo primo incarico di caccia proprio sul pianeta BG-386, dove è stata rivelata un’intrusione da parte di nemici ancora non meglio identificati.
Anche per il Predator farà da prologo alla nostra avventura un tutorial, anche in questo caso utile per imparare a padroneggiare al meglio le abilità del nostro nuovo personaggio.
A differenza delle altre due razze, il predator può fare affidamento su tutta una serie di accessori che lo renderanno una vera e propria macchina da guerra.
Sarà infatti in grado di combinare la sua potenza nel corpo a corpo, aiutata dalle due paia di lame-artigli presenti sulle sue mani, con un armamentario di tutto rispetto. Saremo così in grado di abbattere i nemici dalla distanza, grazie al cannone al plasma da spalla (con energia limitata, e ricaricabile in alcuni punti delle varie mappe), alle di mine di prossimità, o al lancio di shuriken o del nostro potente arpione.
Ma l’avanzata tecnologia disponibile non si fermerà alle armi: il Predator potrà infatti rendersi quasi invisibile all’occhio umano grazie al sistema di mimetizzazione della sua corazza, oltre a possedere un visore, con zoom incorporato, con due modalità di visualizzazione oltre a quella normale, in grado di aiutarlo nell’individuazione del nemico di turno.
Se a tutto ciò si unisce la possibilità di spiccare salti impressionanti, si può intuire la potenza di questo cacciatore, che similmente al marine potrà curarsi completamente grazie all’uso di particolari cristalli, per un massimo di 3 trasportabili.
Anche nel caso del Predator l’approccio alle missioni risulterà più stealth del previsto, grazie alla sua possibilità di mimetizzazione, che risulterà comunque inutile contro i numerosi Aliens presenti e le loro doti sensoriali, ma la sua varietà di equipaggiamento e la sua forza fisica potranno portare ad affrontare ogni situazione in diversi modi.
Anche il predator avrà inoltre la sua varietà di trophy kill.
Questa risulta essere la campagna più varia in termini di gameplay; mentre infatti in presenza di esseri umani l’approccio stealth la farà da padrone, quando saremo tenuti ad affrontare una moltitudine di xenomorfi indifferenti alla nostra mimetizzazione la precisione e la pura violenza saranno le nostre armi principali.
Il tutto scivola via piacevolmente, rendendo il giocatore sempre più conscio della sua potenza, ma al tempo stesso la sfida appare decisamente bilanciata.
In conclusione le due campagne appena descritte risultano essere piacevoli e ben strutturate, con una buona trama che non manca di compiere percorsi interessanti, e che potrà essere completamente chiara solo una volta completate tutte e tre le storie disponibili.

 

Recensione a cura di Luigi ColonnaEveryeye.it